Notizie da Grottaglie

    Fine settimana intenso a base di pranzi luculliani, graffiti, effrazioni, vernici/vernissage e bombette.

    Andiamo con ordine. Dopo un pranzo che avrebbe dato filo da torcere anche a Jabba The Hutt (vi dico solo che la cosa più leggera, passata per essere un digestivo, era la mousse al mascarpone e frutti di bosco) siamo arrivati a Grottaglie che c’erano nuvoloni e una costante pioggerella. Buon per le foto che vengono coi colori belli. Prima tappa il convento dei cappuccini dove nel 2009 hanno girato il famoso video di Blu e David Ellis.

    Certo, l’ingresso non era proprio a norma e ha richiesto una prestanza fisica che, ahimè, ormai non ci appartiene, ma la visita è stata incredibile. A parte la gioia di tornare bambini e aggirarsi furtivi in luoghi abbandonati o chiusi, il percorso ha rivelato scoperte e sorprese a ogni passo. Diversamente dai consueti percorsi museali, qui si entra nel giardino e da questo si accede al tetto. Dopo un rapido sguardo al paesaggio (da una parte la gravina, sullo sfondo le immancabili ciminiere dell’iva che svettano su un paesaggio pressocchè pianeggiate e coltivato a vigna) si scende per scale e scalette fino a raggiungere il piano terra. Ogni stanza è una sorpresa: bellissima la galleria delle pulci di Ericailcane, una grande stanza coperta da volte a stella che sembra la versione rovesciata della reggia di versaille, potrebbe essere la perfetta corte per il re dei pidocchi, l’imperatore delle cimici,  il sovrano delle blatte. Il convento è una struttura labirintica e inquietante ma ogni stanza rivela un intervento diverso: Blu, Sam3, Cyop&Kaf, Hoppek, opere anche recenti e già vandalizzati da writer locali (tra l’altro, può un graffito essere vandalizzato o è un  puro pleonasmo?). Una vera caccia al tesoro, tutto un “venite a vedere qui” seguito da scatti furiosi delle macchinette e commenti di stupore. A un certo punto ci siamo anche persi e sembrava di essere in uno di quei film in cui i personaggi si trovano a passare sempre negli stessi luoghi finchè uno alla volta scompaiono e l’ultimo si ritrova in un bozzolo filante con qualcosa di pesante nello stomaco (e non è la mousse al mascarpone) o legato a una sedia mentre un banchiere svizzero sadico cerca di fare una laparoscopia nature.



    Hoppek, Monastry, Fame Festival, Grottaglie
    conor harrington
    Ericailcane, Fame Festival, Grottaglie
    Vhils, Fame Festival, Grottaglie
    Monastry, Fame Festiva, Grottaglie

    Elettrizzati per la visita, dopo essere usciti rischiando frane e cadute da muretti instabili, abbiamo continuato la ricerca dei murales sparsi per il paese. Abbiamo visto le utime realizzazioni di settembre: i due nuovi murales di Ericailcane (a me è piaciuto in particolare il cervo che dà da mangiare al passerotto), Dolk e Jr. Quest’ultimo sta già perdendo pezzi, ma la cosa, invece di danneggiarlo, aggiunge un bel tocco decadente all’intervento.



    Dopo il giro siamo andati alla mostra. Molta gente, artisti in incognito, bellissimo il posto (una vecchia bottega di ceramica salvata, almeno per ora, dal triste destino che vuole queste strutture convertirsi in pizzerie kitch), uva, vino e tarallucci a volontà oltre che belle serigrafie, acquerelli,  piatti decorati che volentieri mi sarei portato via.

    Alla fine, dopo l’immancabile cena alla pucceria (la cui insegna merita una visita a grottaglie in quanto opera o di un genio della pop art o di un criminale della grafica) c’era anche la festa, ma non ce l’abbiamo fatta. Stavamo crollando dalla stanchezza e a malincuore siamo andati a svenire sul letto. Qualcuno poi ci racconterà della festa.



    Il giorno dopo, altra visita alla ricerca dei graffiti che non eravamo riusciti a vedere, questa volta muniti della piantina che veniva data alla mostra. La giornata era stupenda, sole abbagliante, cielo terso e nessuno in giro. La domenica all’ora di pranzo il paese sembrava abbandonato e gli unici in giro erano quelli attirati dal Fame Festival, riconoscibilissimi per le macchine fotografiche a tracolla e l’immancabile piantina verde-acido della mostra.

    La scoperta della mattinata è stata Bastardilla, un’artista colombiana che mescola ai colori della porporina. Quando i murales sono colpiti dalla luce del sole letteralmente risplendono.

    Qualche consiglio: la mostra sarà aperta per altri dieci giorni, una visita la vale, soprattutto se poi volete acquistare qualche stampa (le stampe sono acquistabili anche sul sito di StudioCromie) o, se avete diponibilità, qualche pezzo unico. Presto condivideremo la google map  su cui abbiamo riportato le ultime novità 2010 e se ve lo scaricate sullo smartphone è un aiuto comodissimo.


    13 thoughts on “Notizie da Grottaglie

    1. mi avete fatto venire una voglia…anche se per la puglia per me è sempre tempo! e non solo per la pucceria…
      vi siete sentiti com harry p. e i suoi amici nei sotterranei di hogwarts, con un cane a tre teste che può sbucare dietro ogni angolo? o come l’ultimo dominatore tra le rocce della città del popolo dell’aria?
      immaginario disneyano, dite? mmm…ammetto il mio w.e. no-slow a milano, con settimanadellamodaburgerkingcinema18sale3dzarahemmujifrittiepopcorn.
      …..
      ogni tanto bisogna pur trasgredire.

    2. chi ha partecipato alla festa sembra sia ancora sotto la doccia cercando di eliminare la porporina…

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