Alexander Brodsky e Ilya Utkin

    paper architects

    Nel 1957 Kruschev ha definito l’architettura socialista realista lo stile “ultra-decorato” e ha abolito l’accademia di architettura. La nozione di un patrimonio culturale  assimilato in modo critico (cioè il riutilizzo di forme classiche per servire dei moderni fini ideologici) è stato sostituito da una dottrina di utilitarismo disadorno.
    La tecnologia moderna, soprattutto la prefabbricazione, è stata utilizzata per produrre alloggi di massa che servivano d’urgenza e qualsiasi discorso estetico è stato considerato inutile e immorale.
    Il funzionalismo anonimo ha continuato a dominare durante tutti gli anni di Brezhnev così come le costrizioni economiche, una procedura burocratica irrimediabilmente aggrovigliata, una scarsità di materiale da costruzione ed un corpo ridotto di manovali esperti hanno esasperato una pianificazione priva di fantasia. Questo scenario si parava di fronte a Brodsky, Utkin e i loro compagni di classe all’istituto di architettura di Mosca  nella metà degli anni Settanta.
    Molti dei più creativi giovani designer sovietici  hanno abbandonato l’esasperante situazione professionale in cui si trovavano mentre altri come Brodsky e Utkin hanno iniziato a usare i concorsi internazionali come uno sbocco creativo.
    Negli anni Brodsky e Utkin, insieme a più o meno una dozzina di altri amici, hanno iniziato a produrre tali progetti di sera e nei fine settimana e il gruppo ha assunto il nome di “architetti di carta” – un epiteto denigratorio applicato agli architetti d’avanguardia che producevano il lavoro radicale anche dopo il blocco socialista realista degli anni Trenta.
    Brodsky, Utkin e gli altri hanno iniziato a produrre progetti visionari in risposta a una scena professionale deserta in cui solo edifici semplici e mal concepiti, diluiti attraverso numerosi strati burocratici e costruiti con materiali poveri da manovali non specializzati, venivano realizzati – oppure il nulla. Secondo quest’ottica, il loro lavoro costituisce una forma grafica di critica architettonica, una fuga nel regno dell’immaginazione che finisce per essere una cronaca visuale su ciò che c’era di sbagliato nella realtà sociale e fisica e come i suoi mali potevano essere curati.

    via The paper architecture of brodsky & utkin, The nonist.com

    scoperto grazie ad Andreoide

    Qui trovate il resto delle immagini nella raccolta di Endless Forms Most Beautiful


    2 thoughts on “Alexander Brodsky e Ilya Utkin

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