Un bell’albero di natale

    L'altro giorno leggevo questo articolo in cui si parla della ormai famosa vicenda del progetto di Piazza San Silvestro a Roma. Lasciamo perdere le ovvie considerazioni che ben più puntuali voci hanno commentato (vedi Amate l'architettura e Paesaggio Critico), del resto si tratta di una procedura diffusa in ogni comune dove, al progetto fatto non si sa da chi e come, si mette in fretta e furia una pezza sfruttando un nome più o meno blasonato che immancabilmente presta il proprio ingegno pro patriae caritate. Non è su questo che voglio puntare l'attenzione quanto sulla chiusa dell'articolo in cui il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro propone con grande slancio un'idea che dovrebbe accontentare tutti:
    posizionare per Natale un grande albero commissionato alla terra d'Abruzzo che sta soffrendo il dramma del post terremoto
    Il signor Giro è un vero genio, con un colpo solo risolve due problemi: accontenta quegli scassapalle di pensionati ed ecologisti romani che vorrebbero del verde nella piazza e risolve il problema della ricostruzione post terremoto. Ecco, sono affermazioni così che mi fanno venir voglia di lanciare estintori nell'aere: dopo due anni dal sisma la ricostruzione non è ancora partita, gli aquilani non sanno più come andare avanti e questo campione della politica cosa propone? Tagliare da un bosco abruzzese un bell'abete e piantarlo in mezzo all'ovale baroccheggiante disegnato da Portoghesi. E poi si chiedono com'è che uno diventa blackbloc... (nella foto, il campione del mondo di lancio dell'albero di natale, gara che si svolge ogni anno nella città tedesca di Gadow, via)

    13 thoughts on “Un bell’albero di natale

    1. Articolo divertente…..chissà che Giro non prenda la foto del lancio dell’albero per spacciare come sua una ennesima geniale iniziativa.
      Ciao e grazie

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.