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Il corno in cucina

    Ogni volta che vedo progetti di interior design che sembrano rendering, interni in cui anche la polvere è coordinata, spazi che sembrano il risultato di menti malate per il controllo assoluto (che poi, nella mia modesta visione, sono espressione della paura del caos e dell’iincapacità che abbiamo di governarlo) mi viene l’orticaria.

    Poi penso alle case che mi piacciono, quelle in cui vorrei tornare e ritornare, che, se viste con occhio critico, sono sbagliate, sconclusionate e a volte invivibili.

    Quello che segue è l’esempio di una di queste case, dove ogni oggetto è il frammento di una storia unica e personale, come quella legata al rapporto tra padre e figlio raccontata da un corno appeso in cucina.

    Quando sono in cucina, spesso ricordo un momento con mio padre che ebbe luogo quando avevo otto anni. Per anni, mio padre e io andavamo al grande armadio e provavamo a turno parti della sua uniforme della prima guerra mondiale. Notavo sempre una valigia di pelle malandata in fondo all’armadio ma rimanevo in silenzio perché sentivo che intorno a quella valigia c’era un tabù. Quella volta mio padre notò il mio sguardo e tirò giù la valigia, la aprì, e tirò fuori un corno, lo accostò alle labbra, pigiò i pistoni, e senza suonarlo, lo rimise nella valigia e la ripose via. Anni dopo mia madre mi spiegò che era solito suonare il corno con i suoi fratelli, Sam il violinista, Joseph il percussionista e George con un altro strumento. Quando George morì prima che io nascessi, mio padre non ebbe più il cuore di suonare. Diversi anni fa mi è capitato di avere il corno nel mio studio, e quando Wynton Marsalis venne a vedere la proiezione del film che avevamo fatto su di lui, ho riesumato il corno per raccontargli la storia. Immediatamente l’ha portato alle labbra, pigiato i pistoni e ha suonato per 5-10 minuti. E ora il corno, rivitalizzato dal grande Marsalis, risplende dalla parete della cucina.

    Albert Maysles intervistato da Kim Hastreiter, The Selby and the PAPERMAG Present: At Home with Albert Maysles

    via TheSelby


    13/01/2011 | Filed under Scelto per voi and tagged with , , .

    23 r9isposte a Il corno in cucina

    1. ele says:

      temo che quando avrò raggiunto l’età del proprietario la mia casa avrà raggiunto lo stesso livello di entropia.
      è il dazio da pagare alla creatività?
      o una scusa dei creativoni per vivere nel casino e dare valenza esistenziale al loro disordine interiore (e esteriore)?
      no more creativism in my house

      • rem says:

        non c’è niente da fare con te, signora “swiffer della poesia”.

        : – P P P P P P P

        entropism is the new modernism
        creativism is the new modernism

      • alvar says:

        ele ti ricordo che tua madre tiene nel suo wundergarten cartelli con scritto “vietato il pascolo”, manichini anni ’70 in decomposizione, tepee indiani e teste in ceramica.
        alla genetica non si sfugge, darling.

        • rem says:

          un giorno o l’altro dobbiamo venire a vedere la casa della nonna, ne uscirebbe un servizio “allaSelby” coi fiocchi.
          nonnism is the n.m.

          • alvar says:

            ti dico solo che dorme in un letto a barchetta leopardato…

            nonna ines is the new modernism

            • rem says:

              non riesco proprio a immaginare un letto a barchetta leopardato, cioè ha remi e timone maculato?

              • alvar says:

                no.
                letto modello barchetta del ’700 in ciliegio con trapunta e cuscino alla francese fantasia leopardo… tres chic.

                ah ma ce ne sarebbero da raccontare sulla potente dinastia femminile di casa ele…. neanche la allende con la sua casa degli spiriti…
                e la piccola viola porta avanti con orgoglio il buon nome della stirpe…fuseaux maculati sotto l’albero di natale.
                assisto inerme.

        • ele says:

          si, e pure la mummia di tut…

    2. Denise says:

      e le pareti verde pistacchio sono un ricordo di quando mangiava il gelato ai giardini

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