Perle cadenti

    Siamo abituati a vedere monumenti di odiosi tiranni abbattuti, cade il tiranno, cade la statua.

    Questa è la prima volta, mi sembra, che sia un governo tirannico a distruggere uno dei suoi monumenti perché legato alla memoria della protesta. È successo a marzo in Barhain (Bahrain Tears Down Monument as Protesters Seethe, via NYT)

    Tra l’altro, qualcuno dovrebbe avvisare Google Earth che il monumento ormai non c’è più.


    10 pensieri su “Perle cadenti

    1. quello che è successo, e sta succedendo, è gravissimo e stupisce la strana miopia di gran parte dei media occidentali nei confronti di questa parte del mondo. Quello che dici è interessante ma dimostra l’abisso che si apre tra la realtà e le sue rappresentazioni.

    2. del resto su google maps a l’aquila non c’è mai stato terremoto… si vedono ancora tutti i tetti delle case al loro posto e gli spazzini stanno ancora pulendo la piazza duomo dopo il mercato.

      certo a questo punto google maps non rappresenta più la realtà, ci vorrebbe la versione prima-dopo applicata localmente :)

      quanto alla miopia dei media occidentali, si applica a vaste aree del mondo :( io poi son la prima ignorante, sono appena andata a vedere dov’è il bahrein, mi ero sbagliata solo di 3-4mila km…

      1. ciao Mary,
        il problema è che nessuna rappresentazione è mai la realtà, e certe forme che ci vengono presentate come tali, da google maps ai social network, hanno un tale grado di manipolabilità che difficilmente possono avere la nostra fiducia (cosa che in realtà avviene).

        1. mea culpa rem,
          me l’insegnava già magritte con la sua pipa… ma è così facile cadere nel tranello!!! meno male che faccio l’architetto e me ne dovrei ricordare

        1. ciao alfredo,
          grazie per il link. Ne avevo sentito parlare molto tempo fa ma non avevo mai visto il sito.
          Vorrei capirne qualcosa di più, così, scorrendo velocemente sembrerebbe un’operazione nostalgica, ma sicuramente sbaglio e vorrei approfondire.
          Tu ne sai qualcosa di più, hai partecipato attivamente?

    3. A parte la GiF che è veramente figa, ma lo sai che mi ha fatto particolarmente riflettere questa tua veloce riflessione? A ben pensarci è una costante della storia dell’architettura: la damnatio memoriae è una pratica ricorrente di ogni civiltà credo…

      1. la pratica è ricorrente, ma in questo caso è sintomatico che uno dei siboli di un’intera nazione venga abbattuto in fretta e furia solo per cancellare la memoria di una protesta legittima che non è per niente finita.
        Forse che sia una “velata” minaccia verso gli oppositori?

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