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Hadid Z-chair

    Forse Zaha con queste foto ha voluto dimostrare che la sua sedia progettata per Sawaya & Moroni oltre che lucidissima e ghiaccia-culi è anche resistentissima…

    Alcune considerazioni a margine del post di Abitare da cui queste foto “orrende” provengono: per lungo tempo c’erano i “professionisti” del settore che producevano articoli e materiali di buon livello sia per quanto riguarda contenuti, approfondimenti e fotografie, e poi c’eravamo noi blogger che, non avendo mezzi, formazione, capacità e tempo, un po’ prendevamo in giro certe forme ingessate e cattedratiche dell’informazione istituzionale e un po’ calcavamo la mano su contenuti e forme che facevano del dilettantismo, dell’immediatezza e del low-fi le loro caratteristiche etiche-estetiche.

    Di fronte a un post firmato Abitare, dico Abitare non il sito web della parrocchia del quartiere, che presenta foto che definire “amatoriali” è un’offesa a tutti gli amatori della fotografia, e non parlo di quella firmata da Mapplethorpe o Cartier-Bresson, parlo di quella che va nei volantini di Acqua&Sapone, mi domando: non è che adesso toccherà a noi sfigati blogger metterci a fare servizi fotografici decenti e post dotati di uno standard minimo di contenuti? Giusto per capire, perchè se vogliamo che ci sia un minimo di dialettica tra informazione alta e informazione bassa, dobbiamo pur distinguerci in qualche modo oppure si finisce tutti nell’indifferenziata mediatica.


    13/04/2011 | Filed under Chiacchiere al bar.

    17 r9isposte a Hadid Z-chair

    1. Eviliano says:

      …foto inqiuetante…mia nonna (di quasi 90anni) si siede in maniera più composta…

    2. rem says:

      poverina, non è colpa sua se sembra seduta su un cesso di un intercity in fase di deragliamento ma della sedia che ti costringe a sederti di sguincio, un po’ a trequarti e con i piedi ben puntati a terra per impedirti di scivolare in avanti sull’acciao lucido.

    3. d.oriana says:

      Beh ma qui c’è già il fotografo ufficiale, quello che l’iphone :-)

    4. m.arch.antonio says:

      evidentemente han voluto dare un taglio report live al servizio, pubblicando fotografie che mia figlia con il suo telefono da 99 euri avrebbe fatto meglio

    5. Alfredo says:

      indifferenziato è anche il vestito, ma che s’è messo addosso?

    6. Rem,
      sì.
      La ‘sindrome da mainstream’ si è divorata l’editoria (ma non vorrei appesantire come mio solito i vostri post).
      Dopo qualche anno di blogging serve un tetto ‘non precario’ a questo blog.
      Forza AST,
      Salvatore D’Agostino

    7. lina bo says:

      Solo a me sembra che la giacca si realizzata in carta crespa?(per intenderci quella dei lavoretto per la festa della mamma alle elementari o che usano i fiorai di stampo antico per sfornare le cocciole di ciclamini…)

    8. E.man says:

      Io alla povera Zaha proporrei un bel paio di jeans… ma il personaggio non lo permette! Anche le scarpine da folletto, incollate direttamente sul piede poiché prive di lampo o bottoni sono impressionanti.
      Che nostalgia dei tempi in cui una sedia era un aggeggio su cui sedersi!

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