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Architettura del divertimenti ficio

    Di ritorno dal Prater di Vienna, scintillante e ultrapop, con ancora negli occhi le immagini di strutture ingegneristiche e architettoniche sofisticate, mi domandavo dove finisce il divertimento e inizia la professionalità.

    Mi risponde così Irace, commentando la mostra parigina di quest’estate:

    “…le esposizioni universali e i parchi a tema per il divertimento di massa – prodotti dallo sviluppo del capitalismo – sono diventati modelli urbani più incisivi e certamente più seduttivi delle città ideali pianificate dalla comunità degli architetti.”

    Va bè, non vi dico nulla di nuovo, ma il bello è che c’è chi l’ha capita, questa voglia di dimenticarsi, e ha fatto di necessità professione.

    In fin dei conti, c’è pure da divertirsi.


    11/11/2010 | Filed under Chiacchiere al bar and tagged with , , , , .

    8 r9isposte a Architettura del divertimenti ficio

    1. ele says:

      mi hanno sgridato perchè al terzo post giornaliero c’è troppa carne al fuoco…:-(

    2. rem says:

      che male c’è? se uno ha qualcosa da dire la dice, mica siamo una rivista o un giornale.

    3. Ah ah :)
      magari adesso ci sarà pure chi si offrirà di progettarti una costruzione LEGO…

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