Architettura gelatinosa



Grazie a Ele scopriamo un concorso di architettura davvero gelatinoso. Mentre in Italia si parla di corruzione altrove l'aggettivo dell'anno si applica alla lettera.

Concorso di idee per un'architettura di gelatina

luglio 2008

Bompas & Parr invited architects to design a jelly as part of the London Festival of Architecture 2008. The jellies were later displayed at the Architectural Jelly Banquet and the moulds auctioned off to raise money for building aid charity Article 25.





L’Infedele e lo scandalo della Bertolaso s.p.a.

Questa sera puntatona de L'infedele dedicata alle vicende della Maddalena e di Bertolaso. Tra gli ospiti anche l'architetto Stefano Boeri.


Il "nuovo nuovissimo manuale dell'architetto"

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Consiglio a tutti i colleghi e gli aspiranti tali di consultare il "Nuovo nuovissimo Manuale dell'Architetto" edito dal Tribunale ordinario di Firenze e a cura del Giudice delle Indagini preliminari Rosario Lupo (Italo Lupi refuso imperdonabile causa assonanza. Ma com'è che nessuno mi ha corretto?!?!? ).
Nel suddetto volume troverete tutte le informazioni utili ad affrontare con competenza e professionalità ogni fase del lavoro.
Indispensabili, poi, le indicazioni sulla gestione dei concorsi pubblici, sui rapporti con le imprese e la committenza nonchè le ultime novità in materia di deontologia professionale e una ricchissima serie di esempi in tecniche di corruzione e turbativa d'asta.

Affrettatevi a procurarvi il "Nuovo Nuovissimo", uno strumento imprescindibile per lavorare nel "gelatinoso" mondo dell'architettura pubblica.
Il tutto scaricabile gratuitamente dal sito del Corriere della Sera.



No!Design #41: Specchio retrovisore da cucina

Cari amici, se esistesse il premio Nobel del No!Design, questo oggetto lo vincerebbe sbaragliando qualsiasi opera dell'ingegno umano e non.
Mi prostro con reverente spirito di adorazione di fronte all'autrice di tale capolavoro, ovvero la Nonnadiunanonimostudentediarchitettura.
Eccovi la presentazione dell'opera come ci è pervenuta dall'Anonimo da oggi denominato per brevità uASdA

In realtà un'altra pazzia l'avevo già fotografata ieri, però mi son trattenuto.. e non ve l'ho mandata. Mi pareva troppo pazzia e forse non proprio NO!Design. Qui stiamo sui confini tra MADaii!Design e Mavafanguulo!Design.

Però le foto le ho fatte, ormai ci ho preso gusto... e inviarvela per farvi fare quattro risate in studio non mi costa nulla.

LO SPECCHIO RETROVISORE DA CUCINA.
Si tratta di un Riutilizzo originale anche qui... ma è opera della NONNA dello studente anonimo.
La nonna ogni tanto si diletta in cucina.
La nonna però c'ha la cervicale, un principio di sordità e le piace star seduta.
Infine la cucina è stata progettata da un geometra.

Pertanto si pone il problema: Quando deve star seduta al tavolino a condire l'insalata o altro, non sente se alle sue spalle il riso/pasta etc fanno quella schiumetta che ribalta il coperchio, esce dalla pentola e va a finire sul fornello, procurando problemi come lo spegnimento della fiammella, o, nella migliore delle ipotesi, sporcando tutto. (scusatemi il lessico forse poco consono... la mia terminologia in materia culinaria è davvero di infimo livello)

Da queste premesse, grazie anche alla rottamazione della prima auto del nipote più vecchio (una vecchia FIAT) è riuscita a procurarsi un semplicissimo specchietto retrovisore interno.
Messo sul tavolino di fronte al gas, con una opportuna regolazione preventiva, riesce a salvaguardare l'incolumità della nonna, proteggendola da esplosioni, e paste scotte.
Munito anche di posizione ANTIABBAGLIANTE, nel caso le pentole dovessero fare i fari alti.
Il No!Design è servito.

Buona giornata
Unanonimostudentediarchitettura



No!Design #40: Porta Uotc architettonico

Riceviamo e divulghiamo questa eccelsa quanto poetica e sostenibile in quanto riciclista opera somma di No!Design.
Il nostro No!Designer preferisce rimanere anonimo e noi rispettiamo appieno il suo volere, pertanto per noi, da ora in poi, egli si chiamerà UNANONIMOSTUDENTEdiARCHITETTURA

Vi sottopongo una mia opera.
Parte introduttiva (si può saltare; se c'avete da progettà, passate direttamente alla parte Saliente)
Incipit:
Studiando architettura, ogni architetto impara a capire cosa voglia dire "FARE UN PLASTICO". Tra balsa, cartone, carta forbici e sasso, ci si passano delle nottate intere (sempre le ultime prima dell'esame) rovinandosi le manine da studente.
Ma fare un plastico non è solo fatica. Purtoppo, spesso e volentieri è anche SPRECO.
Lo spreco c'è perchè per fare il plastico dovrai scegliere i pezzi migliori.
I pezzi peggiori non possono essere utilizzati per un plastico da esame. La società non consente PLASTICI BRUTTI.
I pezzi peggiori vanno a finire nella spazzatura. (oppure nei plastici cosiddetti DI STUDIO... oppure nei plastici di Gehry)

Purtroppo però io non mi sento di buttare tutto tutto tutto... e seleziono i pezzi migliori tra i pezzi peggiori... buttandoli in mansarda... possono sempre tornare utili.

Parte Saliente

Ed è così, unendo la mia passione dell'orologeria (giapponese... quella svizzera costa ancora troppo per uno studente di Arch.) a quella per l'architettura
ho deciso di creare un portaorologi con i pezzi di recupero dei plastici.
[Architettese incomprensibile, per darmi un tono: ON] Sono partito dalla componente materiale della quotidianeità, ricercando un valore figurativo proprio dell'architettura futurista, con linee nette e marcate, dal forte accento statico. Le armonie materiche sono fortemente delineate dalla scelta di pezzi squadrati dai colori soffici, senza mai sconfinare nella metamorfosi spaziale.
Grazie a tutto ciò, la costruzione si pone in maniera molto autoreferenziale come una edicola votiva del 2010, ovviamente ibridata nella sua componente decostruttivista.. [Architettese: OFF]


In realtà è un portaorologi davvero brutto. Un bambino che prende autocad 2006 per la prima volta, potrebbe progettare di meglio.
Ma il brutto può anche essere Design. Il davvero brutto può diventare No!Design. Decidete voi. Non mi offenderò se non finirò in prima pagina, ma vi capirò. E vi seguirò lo stesso. (le recinzioni dei film coll'architetti me fanno morì.)









No!Design #39: Lampada da letto

Per la fortunata rubrica di No!Design riceviamo da Matteo "LED" Seraceni un curioso progetto.
La comunicazione con Matteo si è svolta così:

08 febbraio 2010
Ciao,
sono Matteo, di http://arching.wordpress.com.
Visto che mi piace tantissimo la tua rubrica di no-design, volevo proporti una mia creazione.
In realtà tutto è frutto di necessità: mia moglie aveva comprato due lampade "da comò" che vedi nella prima figura; questa lampada è una alogena e quindi c'è sempre un trasformatore attaccato (che quindi consuma anche se non è accesa). Purtroppo la lampada dalla sua parte del letto si è rotta (strano, perchè lei è sempre così attenta...) e quindi è venuto a mancare un oggetto importante, perchè lei prima di addormentarsi legge sempre (al contrario di me, che alla seconda pagina già russo).
Mi è venuta così in mente una grande idea: ho smontato tutto tranne la base attaccata al muro; ho preso la lampada da scrivania che non usavamo mai (la seconda in figura) e ho installato la "testa" di questa sul vecchio supporto, grazie a due graffette porta-tende e a un pò di nastro adesivo americano.
Ora la lampada è molto meglio, perchè è una lampada a basso consumo, che non abbisogna di trasformatore (e quindi quando è spenta non consuma). Inoltre, come puoi notare, manitene tutte le caratteristiche di orientamento e rotazione della vecchia lampada.
Questo sì che è risparmio energetico!

A presto

Matteo



08 febbraio 2010
caro matteo
complimenti per la lampada e l'ingegnosità che sprizza, solo che le foto che hai fatto non testimoniano abbastanza: perchè non mi mandi delle immagini più di dettaglio, soprattutto dell'attacco?
Aspetto speranzoso

ciao
rem

09 febbraio 2010
Ciao.
Da buon ingegnere ho pensato bene che uno spaccato assonometrico poteva essere più esplicativo per la base (non è il massimo, perchè l'ho fatto ieri sera sopra il letto col gatto che mi faceva le fusa addosso e oggi l'ho scannerizzato con una fotocopiatrice antidiluviana... ma credo renda bene l'idea).
In più ho aggiunto una foto con la lampada accesa; ho messo anche un libro di architettura per far vedere che l'invenzione era mia :)
Ciao


Caro Matteo, non ho parole per dirti quanto mi piaccia lo spaccato che hai fatto, anzi, sai che ti dico, meriti una colossale standing ovation da parte di tutti gli architettisenzatetto del mondo (cioè circa 200 persone che seguono questo blog e comunque io mi sono veramente alzato dalla scrivania e più che una standing ovation ho fatto una hola alzando le braccia in alto e poi risedendomi di botto, invito tutti a farlo che tanto un po' di moto fa bene a tutti).
E complimenti per il progetto che esprime appieno la filosofia del No!Design. Bravo! (anche al gatto)


Sotto sotto

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Un sorridente Mario “mia nonna” Botta appare in un ritratto fashion di Marco Pietracupa per L'UomoVogue.
E fin qui tutto bene, a parte il blu che è da dimenticare.
Ma c'è di più nell'espressione del suo viso e in questo set insensato alla Vice Botta vuole dirci qualcosa.

Cosa starà pensando? Quale messaggio zen si nasconde nella cotonatura dei capelli? Che cosa ci fa sotto il tavolo?

Sono aperti i commenti, partecipa anche tu al concorso di idee per liberare il suo pensiero e occultare con un baloon il suo plastico.




No!Design #38: L' "arrotolacaricabatterie"

Riceviamo e pubblichiamo un'altra opera di No!Design uscita fresca fresca dalle manine sante del vulcanico Angelo ( www ).
Ciao Rem,
Ti invio una veloce operazione di NoDesign! fatta in casa in venti minuti e con un pò di roba recuperata da vecchi prototipi.
Dopo l'ennesima ricerca del caricabatterie del cellulare, abbiamo deciso di sfruttare dei pezzi di plexiglass e delle viti che avevamo in casa per creare... ta-dan!..."l'arrotolacaricabatterie" :)
forse vi può interessare. :)

P.S.: le prese di corrente sono proprio sotto ciascun "arrotolacaricabatterie"...uff, devo prendere fiato ogni volta che devo pronunciarlo.


arrotolacaricabatterie


Apple iPod il regalo perfetto per San Valentino



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la mega copertina/ona

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La copertina del divano da prepensionato e il suo "risvolto" tappetoso: un enorme intreccio su cui ci si può dormire (con qualche segno sulla pelle al risveglio) o ci si può sdraiare per guardare l'ultima puntata di Lost:

via moloco

p.s.: Tzugumi ho pensato a te.


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