Il nostro No!Designer preferisce rimanere anonimo e noi rispettiamo appieno il suo volere, pertanto per noi, da ora in poi, egli si chiamerà UNANONIMOSTUDENTEdiARCHITETTURA
Vi sottopongo una mia opera.
Parte introduttiva (si può saltare; se c'avete da progettà, passate direttamente alla parte Saliente)
Incipit:
Studiando architettura, ogni architetto impara a capire cosa voglia dire "FARE UN PLASTICO". Tra balsa, cartone, carta forbici e sasso, ci si passano delle nottate intere (sempre le ultime prima dell'esame) rovinandosi le manine da studente.
Ma fare un plastico non è solo fatica. Purtoppo, spesso e volentieri è anche SPRECO.
Lo spreco c'è perchè per fare il plastico dovrai scegliere i pezzi migliori.
I pezzi peggiori non possono essere utilizzati per un plastico da esame. La società non consente PLASTICI BRUTTI.
I pezzi peggiori vanno a finire nella spazzatura. (oppure nei plastici cosiddetti DI STUDIO... oppure nei plastici di Gehry)
Purtroppo però io non mi sento di buttare tutto tutto tutto... e seleziono i pezzi migliori tra i pezzi peggiori... buttandoli in mansarda... possono sempre tornare utili.
Parte Saliente
Ed è così, unendo la mia passione dell'orologeria (giapponese... quella svizzera costa ancora troppo per uno studente di Arch.) a quella per l'architettura
ho deciso di creare un portaorologi con i pezzi di recupero dei plastici.
[Architettese incomprensibile, per darmi un tono: ON] Sono partito dalla componente materiale della quotidianeità, ricercando un valore figurativo proprio dell'architettura futurista, con linee nette e marcate, dal forte accento statico. Le armonie materiche sono fortemente delineate dalla scelta di pezzi squadrati dai colori soffici, senza mai sconfinare nella metamorfosi spaziale.
Grazie a tutto ciò, la costruzione si pone in maniera molto autoreferenziale come una edicola votiva del 2010, ovviamente ibridata nella sua componente decostruttivista.. [Architettese: OFF]
In realtà è un portaorologi davvero brutto. Un bambino che prende autocad 2006 per la prima volta, potrebbe progettare di meglio.
Ma il brutto può anche essere Design. Il davvero brutto può diventare No!Design. Decidete voi. Non mi offenderò se non finirò in prima pagina, ma vi capirò. E vi seguirò lo stesso. (le recinzioni dei film coll'architetti me fanno morì.)
Parte introduttiva (si può saltare; se c'avete da progettà, passate direttamente alla parte Saliente)
Incipit:
Studiando architettura, ogni architetto impara a capire cosa voglia dire "FARE UN PLASTICO". Tra balsa, cartone, carta forbici e sasso, ci si passano delle nottate intere (sempre le ultime prima dell'esame) rovinandosi le manine da studente.
Ma fare un plastico non è solo fatica. Purtoppo, spesso e volentieri è anche SPRECO.
Lo spreco c'è perchè per fare il plastico dovrai scegliere i pezzi migliori.
I pezzi peggiori non possono essere utilizzati per un plastico da esame. La società non consente PLASTICI BRUTTI.
I pezzi peggiori vanno a finire nella spazzatura. (oppure nei plastici cosiddetti DI STUDIO... oppure nei plastici di Gehry)
Purtroppo però io non mi sento di buttare tutto tutto tutto... e seleziono i pezzi migliori tra i pezzi peggiori... buttandoli in mansarda... possono sempre tornare utili.
Parte Saliente
Ed è così, unendo la mia passione dell'orologeria (giapponese... quella svizzera costa ancora troppo per uno studente di Arch.) a quella per l'architettura
ho deciso di creare un portaorologi con i pezzi di recupero dei plastici.
[Architettese incomprensibile, per darmi un tono: ON] Sono partito dalla componente materiale della quotidianeità, ricercando un valore figurativo proprio dell'architettura futurista, con linee nette e marcate, dal forte accento statico. Le armonie materiche sono fortemente delineate dalla scelta di pezzi squadrati dai colori soffici, senza mai sconfinare nella metamorfosi spaziale.
Grazie a tutto ciò, la costruzione si pone in maniera molto autoreferenziale come una edicola votiva del 2010, ovviamente ibridata nella sua componente decostruttivista.. [Architettese: OFF]
In realtà è un portaorologi davvero brutto. Un bambino che prende autocad 2006 per la prima volta, potrebbe progettare di meglio.
Ma il brutto può anche essere Design. Il davvero brutto può diventare No!Design. Decidete voi. Non mi offenderò se non finirò in prima pagina, ma vi capirò. E vi seguirò lo stesso. (le recinzioni dei film coll'architetti me fanno morì.)











