Il classificone del 2009 e i nostri tormentoni

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Immancabile appuntamento con le classificone di cd: non mi tiro indietro anzi rincaro la dose! L'anno dei Dirty Projectors per quel che mi riguarda:folli al punto giusto.
Il resto è in continuo movimento, anche se Rem nella sua personale interpretazione di "Il pugile" di Brunori Sas è imbattibile :D
1) Dirty Projectors - Bitte Orca
2-3-4-5-6-7-8-9-10....) in costante evoluzione... ma non parimerito

AAVV - Dark Was the Night
Kings of Convenience - Declaration of Dependence
The XX - XX
Antony and the Johnsons - The Crying Light
Airportman & Tommaso Cerasuolo - Weeds
St Vincent - Actor
Volcano Choir - Unmap
Animal Collective - Merriwheater Post Pavillion
Jonsi & Alex - Riceboy Sleeps
Dente - L'amore non è bello
Paolo Benvegnù - 500
Brunori Sas - Vol. 1
I Camillas - Le politiche del prato
Grizzly Bear - Veckatimest
AAVV - Il paese è reale
The Swell Season - Strict Joy
Andrew Bird - Noble Beast
Barzin - Notes To An Absent Lover
Bon Iver - Blood Bank
Wilco -Wilco (The Album)
Japandroids - Post Nothing
Bill Callahan - Sometimes I Wish We Were An Eagle
Uochi Tochi - Libro Audio
Sondre Lerche - Heartbeat Radio
DM Stith - Heavy Gosth
Amor Fou - Filemone e Bauci EP
...



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Il Claustrofilo

Mi permetto di pubblicare il testo di un pezzo dei Uochi Toki, che è in loop da giorni da queste parti...

l'mp3 lo trovate qui:
http://www.architettisenzatetto.net/files/ilclaustrofilo.mp3


Il Claustrofilo
Uochi Toki
da Libro audio (La Tempesta Dischi, 2009)

Un architetto fatto e finito
anzi, progettato e costruito
al ventiquattresimo autunno nel punto massimo di sopportazione
porta gli occhiali, sparisce nei sotterranei
non lascia scritto niente dei ai sui suoi contemporanei
pratica l'arte del nascondersi
dentro i cunicoli che la gente usa in metro per muoversi
rimesse, caldaie, locali tecnologici, condotti termici ed altri spazi privi di vigili
divorati dalle ruggini, polveri sedimenti ed affioramenti umidi
l'estetica della noncuranza
la manutenzione di grado salvezza
sono le linee di forza di ogni costruzione posta sotto la crosta terrestre
sopra la terra si cresce
sotto la terra si germina
un architetto non parla non progetta e non sovraccarica
quando invece preferisce, delimita, abita.

Un architetto fatto e finito
anzi, progettato e costruito
al ventiquattresimo autunno fa il punto della situazione
preferisce i materiali, ricostruisce i modelli
per non confrontarsi inventa nuovi livelli
che siano indispensabili per sostentarsi
il suo laboratorio è situato là dove nessuno è solito avventurarsi
così farà in tempo a costruire qualcosa
prima che qualcuno gli dica di non provarci perchè potrebbe sbagliarsi
piuttosto che opporsi e scegliere di adeguarsi
è meglio nascondersi e presentarsi dopo anni
diversi e porti un personale realtà dei fatti
che matura negli spazi non contaminati
perfettamente coibentati
paralleli e diametrali
perchè ci sia un vera scelta tra i piani
e non ci si elimini vicendevolmente come tra spazi euclidei e lobačevskijani

Scelte spaziali personali
reset sugli spazi comuni
palette di angoli generata alienata dai default
soffocata dai presetter e vocal pattern precedenti all'archetipo
utenti che si credono programmatori
ostacolano il progresso con sguardo dimesso
con visuale ampia a 300 gradi sugli assi xyz
io mi prendo quei 60 di visuale cieca
che stanno sotto terra
economia degli ambienti
occupano il quarto asse
quello dei tempi
stabilisco la mia casa
disegno la città futura
riqualifico gli spazi che non si utilizzano in modo efficace
niente parchi o verde imbrigliato
niente negozi ulteriori
niente locali o parcheggi
niente inaugurazioni
niente azioni critiche
solo abitazioni sotterranee
per relazioni non istantanee
per chi si concentra in poco spazio e poco ossigeno
le mie facoltà verbali si liberano
parlo a scatti.

Strati intorno, sotto e sopra
mano d'opera scava buchi
non mi tocca, la mia porta
sempre chiusa, la mia casa
sempre occulta, una stanza
fuori gente, dentro tutto
fuori niente, dentro niente
interesse, già perduto
parli troppo, resto muto
ami il traffico , amo il chiuso
io mi sposto, non incontro
dopo un torto, non riposo
tu sereno, sei estremo
io cammino, tu cammini
ci dividono , dei tombini
tu fai tardi, non so l'ora
luce filtra, sto leggendo
vado in duomo, sotto terra
senza metro, passo d'uomo
mi procuro, tu acquisti
siete tristi, sono chiuso
siete allegri, sono neutro
sotto terra, come i morti
sulla terra, tu ti sposti
quali costi, quali affetti
tu rifletti troppo poco
io rifletto, tocco il vuoto
tu rifletti, troppo poco
ma capisci, penso troppo
mi nascondo, provo gioia
mi nascondo, sono puro
io disegno, dove abiti
nel futuro, ti rinchiudo
ti dirigo, con la penna
la città, sarà diversa
chi comanda è chi progetta
chi disegna, chi si sposta
la protesta, non mi serve
cosa serve la matita
la matita, la matita




il classificone

Inizio il duemilaenove con il coming out dei cd più usati come sottofondo tra una polilinea, un estrusione e una pedalata tra casa e studio.

senza un ordine preciso:

Paolo Benvegnù - Le Labbra
The Chap - Mega Breakfast
Fleet Foxes - Fleet Foxes
MGMT - Oracular Spectacular
Bon Iver - For Emma, Forever Ago
Offlagadiscopax -Bachelite
St Vincent - Marry me (è del 2007 lo so, ma l'ho scoperta ora)
Vampire Weekend - Vampire Weekend
Lightspeed Champion - Falling Off the Lavender Bridge
Portished - Third
Juana Molina - Un dia


e voi?

p.s.

rileggendo sopra mi sono venuti in mente tutta una serie di altri di ascolti ripetuti che mi sento in dovere di citare
senza ordine preciso:

The Welcome Wagon - Welcome to the Welcome Wagon
She & Him - Volume One
Dente - Le cose che contano
Dente - Non c'è due senza te
The Acorn - Glory Hope Mountain
Adem - Takes
Andrew Bird - Noble Beast
At Swim Two Birds - Quigley's Point
David Grubbs - An Optimist Notes the Dusk
Death Cab for Cutie - Narrow Stairs
Department of Eagles - In Ear Park
Elbow - The Seldom Seen Kid
Fujiya & Miyagi - Lightbulbs
Hercules & Love Affair - Hercules & Love Affair
Maps & Atlases - You and Me and the Mountain
Mount Eerie With Julie Doiron And Fred Squire - Lost Wisdom
My Brightest Diamond - A Thousand Shark
Scott Matthew -Scott Matthew




Urbanisti delusi

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Credevate che ci fossimo dissuasi dal portare avanti il nostro famigerato progetto musicale "AST compilation", e invece no!
Eccovi, per ammorbarvi le orecchie, la nostra ultima fatica: il parlato è una rielaborazione di un pezzo uscito su "Mente locale" n.7, la base musicale lo sfogo personale di Massimiliano dopo l'estrazione del dente del giudizio.
Ogni riferimento musicale, grafico, estetico agli OfflagaDiscoPax è assolutamente e vergognosamente voluto.

Il file mp3 lo potete, se proprio volete eh, trovare qui, altrimenti potete sentire/soffrire cliccando sul titolo nella finestra di Radioblog in alto a destra.

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Guillaume Eluerd, The Year of the Dog

intervista a quattro mani e due mouse di Rem e Massimiliano

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“Guillaume Eluerd. Sentitelo, sono sicuro vi piacerà” ci dice un amico. Inizia così, grazie al passaparola, la conoscenza di questo cantante francese (classe 1970) ancora poco conosciuto in Italia. Il suo The Year of the Dog (Fabriq 2007) è la prima fatica musicale unicamente a suo nome ed esce a settembre.
Dalle immagini del sito (www.guillaume-eluerd.fr ) appare come un moderno burbero folk-esistenzialista, o almeno, così lo ritraggono le foto con lunga barba e capigliatura crespa su di una spiaggia desolata. Un’immagine perfettamente corrispondente alle atmosfere del disco ma che nasconde un lato oscuro e intrigante. Guillaume lungi dall’essere un musicista luddista tutto chitarra acustica e vento tra i capelli, lavora nell’industria dei videogiochi (suoi sono alcuni dei videogiochi più diffusi, per i quali si occupa di regia e sceneggiatura) e ha un passato da musicista elettronico con il progetto Nimp.
Privo di sovrastrutture e manierismi, il suo cantato calmo e sereno non produce un impatto violento e irruente ma invita a un ascolto graduale e paziente. I suoi pezzi si fanno ascoltare come racconti sussurrati, storie a cui prestare quell’attenzione e calore che dedichiamo alle vicende di amici. Per etichettare brevemente la musica di Guillame possiamo fare i nomi della più recente produzione neofolk come Devendra Banhart, Wilco, Iron & Wine, ma nei suoi pezzi si avverte la nota personalissima proveniente dalle passate esperienze elettroniche.
Il folk scarno ed essenziale, con chitarre acustiche e voce in primo piano, rappresenta il tema conduttore del lavoro. La voce pacata narra testi evocativi mentre mini beat e i lontani glitch accompagnano le melodie. Con Paper of Armenia abbiamo una partenza sottotono, leggera, mentre in No Soap, dalla solida scrittura, la chitarra acustica ha come contrappunto una lontana drum machine. Il pezzo è una perfetta pop song e sembra ambire subito al ruolo di pezzo trainante. Seguono Ballad, basata su un loop ricorsivo e ossessivo, Failure, in cui si riscoprono echi di Nick Drake, David Sylvian e Jim O'rourke (soprattutto per l’uso dei fiati) e The Beauty of Mankind  dove ritroviamo tutti gli stilemi della folktronica con i suoi caratteristici glitch. La seconda parte del CD, come se si trattasse di un vinile, si apre con una seconda versione not so quiet di Paper of Armenia, a cui fanno seguito l’intensa I Am Without Light, caratterizzata dal forte crescendo, Louise, in cui compare una seconda voce femminile, Oh Brother What A World e per finire Friends in cui sembra percepire una forte assonanza con il recente lavoro dei Grizzly Bear. La forza dei pezzi, poi, oltre che dal singolo ascolto, proviene anche dall’attenta e non scontata scelta della sequenza che rende l'intero CD un'opera unica e compiuta.
Attendendo Guillaume alla prova dal vivo per confermare l'immediatezza d'approccio di questo intenso esordio, lo abbiamo contattato e intervistato via mail. Abbiamo scoperto una persona disponibile, ricca di interessi, schietta e sincera. Come le sue canzoni. (leggi l'intervista...)

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Concerti

Ieri sera grande serata musicale con Daniele Silvestri.
Alla scoppiettante e coinvolgente serata hanno assistito in numerosissimi che poi hanno assiepato la straripante "Arena del Mare "di Pescara anche dopo la fine del concerto.
Ma non perché richiedessero insistentemente il bis: nessuno si è accorto che il concerto è iniziato e finito.


Architettisenzatetto vs Apples in stereo

Se sei giù di morale, il cliente non paga, Autocad trimma a caso le linee, hai la nausea da 3D e sei in pensiero per la prova-costume, non ti preoccupare:
CANTA CHE TI PASSA!

Architettisenzatetto vs Apples in stereo
qui, invece, gli originali
The Apples in Stereo- Same Old Drag

(dedicato a tutti gli architettisenzatetto del mondo)



nurbs tu mi turbs

per la serie "un titolo di dottore di ricerca non si nega a nessuno" (tadao_AST, ivi), comunico a tutti che anche io e sir norman abbiamo conseguito il nostro e siamo stati proclamati dottori di ricerca in (in che cosa? ha chiesto con smarrimento la prof che ci stava proclamando...) architettura e urbanistica.
Per festeggiare (bisogna sempre festeggiare, siamo ottimisti...lo dico anche nella tesi...) posto in anteprima assoluta il testo della nuova canzone per la AST compilation: "nurbs tu mi turbs" testo:denise-peter-jackjack, musica:denise-peter-jackjack, cui farà seguito l'mp3 e naturalmente la copertina!

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Purista del 3D

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Completiamo la serie delle copertine e relativi mp3 con il grande pezzo di Tadao.
Sono in preparazione nuovi pezzi, percui attendete trepidanti.

Scarica mp3



ArchiStar

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Vi abbiamo fatto attendere ma sarete ripagati dell'attesa. Esce oggi in prima mondiale il secondo singolo di rem e massimiliano: Archistar.
Un brano fresco e frizzante per inaugurare la stagione estiva, note allegre e un testo sbarazzino che finirete anche voi per cantare a squarciagola sotto la doccia.
Inoltre, per tutti i musicofili colti, è una piacevole sorpresa scoprire ad affacciarsi tra i cori la voce inconfondibile e unica di Lina Bo (ex componente dell'indimenticato gruppo alternative-riot-girrrrl Energia femmina ).
All'interno trovate il testo, il link per scaricare l'mp3 (così ve lo mettete sull'Ipod e lo cantate anche sull'autobus) e l'artwork per stampare la copertina del singolo.
Che volete di più?


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