Urbanisti delusi

Image

Credevate che ci fossimo dissuasi dal portare avanti il nostro famigerato progetto musicale "AST compilation", e invece no!
Eccovi, per ammorbarvi le orecchie, la nostra ultima fatica: il parlato è una rielaborazione di un pezzo uscito su "Mente locale" n.7, la base musicale lo sfogo personale di Massimiliano dopo l'estrazione del dente del giudizio.
Ogni riferimento musicale, grafico, estetico agli OfflagaDiscoPax è assolutamente e vergognosamente voluto.

Il file mp3 lo potete, se proprio volete eh, trovare qui, altrimenti potete sentire/soffrire cliccando sul titolo nella finestra di Radioblog in alto a destra.

[ more.. ]


Guillaume Eluerd, The Year of the Dog

intervista a quattro mani e due mouse di Rem e Massimiliano

Image

“Guillaume Eluerd. Sentitelo, sono sicuro vi piacerà” ci dice un amico. Inizia così, grazie al passaparola, la conoscenza di questo cantante francese (classe 1970) ancora poco conosciuto in Italia. Il suo The Year of the Dog (Fabriq 2007) è la prima fatica musicale unicamente a suo nome ed esce a settembre.
Dalle immagini del sito (www.guillaume-eluerd.fr ) appare come un moderno burbero folk-esistenzialista, o almeno, così lo ritraggono le foto con lunga barba e capigliatura crespa su di una spiaggia desolata. Un’immagine perfettamente corrispondente alle atmosfere del disco ma che nasconde un lato oscuro e intrigante. Guillaume lungi dall’essere un musicista luddista tutto chitarra acustica e vento tra i capelli, lavora nell’industria dei videogiochi (suoi sono alcuni dei videogiochi più diffusi, per i quali si occupa di regia e sceneggiatura) e ha un passato da musicista elettronico con il progetto Nimp.
Privo di sovrastrutture e manierismi, il suo cantato calmo e sereno non produce un impatto violento e irruente ma invita a un ascolto graduale e paziente. I suoi pezzi si fanno ascoltare come racconti sussurrati, storie a cui prestare quell’attenzione e calore che dedichiamo alle vicende di amici. Per etichettare brevemente la musica di Guillame possiamo fare i nomi della più recente produzione neofolk come Devendra Banhart, Wilco, Iron & Wine, ma nei suoi pezzi si avverte la nota personalissima proveniente dalle passate esperienze elettroniche.
Il folk scarno ed essenziale, con chitarre acustiche e voce in primo piano, rappresenta il tema conduttore del lavoro. La voce pacata narra testi evocativi mentre mini beat e i lontani glitch accompagnano le melodie. Con Paper of Armenia abbiamo una partenza sottotono, leggera, mentre in No Soap, dalla solida scrittura, la chitarra acustica ha come contrappunto una lontana drum machine. Il pezzo è una perfetta pop song e sembra ambire subito al ruolo di pezzo trainante. Seguono Ballad, basata su un loop ricorsivo e ossessivo, Failure, in cui si riscoprono echi di Nick Drake, David Sylvian e Jim O'rourke (soprattutto per l’uso dei fiati) e The Beauty of Mankind  dove ritroviamo tutti gli stilemi della folktronica con i suoi caratteristici glitch. La seconda parte del CD, come se si trattasse di un vinile, si apre con una seconda versione not so quiet di Paper of Armenia, a cui fanno seguito l’intensa I Am Without Light, caratterizzata dal forte crescendo, Louise, in cui compare una seconda voce femminile, Oh Brother What A World e per finire Friends in cui sembra percepire una forte assonanza con il recente lavoro dei Grizzly Bear. La forza dei pezzi, poi, oltre che dal singolo ascolto, proviene anche dall’attenta e non scontata scelta della sequenza che rende l'intero CD un'opera unica e compiuta.
Attendendo Guillaume alla prova dal vivo per confermare l'immediatezza d'approccio di questo intenso esordio, lo abbiamo contattato e intervistato via mail. Abbiamo scoperto una persona disponibile, ricca di interessi, schietta e sincera. Come le sue canzoni. (leggi l'intervista...)

[ more.. ]


Concerti

Ieri sera grande serata musicale con Daniele Silvestri.
Alla scoppiettante e coinvolgente serata hanno assistito in numerosissimi che poi hanno assiepato la straripante "Arena del Mare "di Pescara anche dopo la fine del concerto.
Ma non perché richiedessero insistentemente il bis: nessuno si è accorto che il concerto è iniziato e finito.


Architettisenzatetto vs Apples in stereo

Se sei giù di morale, il cliente non paga, Autocad trimma a caso le linee, hai la nausea da 3D e sei in pensiero per la prova-costume, non ti preoccupare:
CANTA CHE TI PASSA!

Architettisenzatetto vs Apples in stereo
qui, invece, gli originali
The Apples in Stereo- Same Old Drag

(dedicato a tutti gli architettisenzatetto del mondo)



nurbs tu mi turbs

per la serie "un titolo di dottore di ricerca non si nega a nessuno" (tadao_AST, ivi), comunico a tutti che anche io e sir norman abbiamo conseguito il nostro e siamo stati proclamati dottori di ricerca in (in che cosa? ha chiesto con smarrimento la prof che ci stava proclamando...) architettura e urbanistica.
Per festeggiare (bisogna sempre festeggiare, siamo ottimisti...lo dico anche nella tesi...) posto in anteprima assoluta il testo della nuova canzone per la AST compilation: "nurbs tu mi turbs" testo:denise-peter-jackjack, musica:denise-peter-jackjack, cui farà seguito l'mp3 e naturalmente la copertina!

[ more.. ]


Purista del 3D

Image

Completiamo la serie delle copertine e relativi mp3 con il grande pezzo di Tadao.
Sono in preparazione nuovi pezzi, percui attendete trepidanti.

Scarica mp3



ArchiStar

Image

Vi abbiamo fatto attendere ma sarete ripagati dell'attesa. Esce oggi in prima mondiale il secondo singolo di rem e massimiliano: Archistar.
Un brano fresco e frizzante per inaugurare la stagione estiva, note allegre e un testo sbarazzino che finirete anche voi per cantare a squarciagola sotto la doccia.
Inoltre, per tutti i musicofili colti, è una piacevole sorpresa scoprire ad affacciarsi tra i cori la voce inconfondibile e unica di Lina Bo (ex componente dell'indimenticato gruppo alternative-riot-girrrrl Energia femmina ).
All'interno trovate il testo, il link per scaricare l'mp3 (così ve lo mettete sull'Ipod e lo cantate anche sull'autobus) e l'artwork per stampare la copertina del singolo.
Che volete di più?


[ more.. ]


Piccoli Fragilissimi Film

Image

Se mi trovo in questo locale che sembra allestito per una festa di compleanno pre-adolesceziale (palloncini bianco-azzurri ovunque, anche stampati sul telo che fassbinderianamente copre il fondale) in un’ora che normalmente mi vede già nella mia fase REM profonda, il motivo c’è.
Ed è i chilometri che ho passato a far finta di correre in pineta solo per poter cantare a squarciagola mentalmente, come un mantra,

Io laaascio che le cose paaassino e mi sfiorinooo,
perchè non sono in graado di comprendeerleeee.

Se devo essere sincero, Paolo Benvegnù al primo ascolto non mi era piaciuto: troppo cerebrale, i testi surreali e articolati mi sembravano eccessivamente costruiti, la musica classicamente impostata. Poi, invece, Piccoli fragilissimi Film è diventato il sottofondo a molte, tante, delle mie giornate.
Quando l'ex frontman degli Scisma è salito sul palco mi ha dato l’impressione di un reperto anni ’80: vestito di nero, capello a caschetto con frangia basculante, baffetto e pizzetto, giacca nera lucida un po’ troppo tesa su di un ventre rilassato che spesso durante il concerto fungerà da comodo supporto alla chitarra, sgargiante cravatta rossa. Insomma un ibrido tra un Simon Le Bon versione (Please Please tell me know ) Is There Something I Should Know e un Brian Ferry un po’ laido.
Ma quando inizia a cantare tutto cambia.
Il concerto è stato intenso, adrenalinico, i pezzi precisi, taglienti, a tratti esplosivi. I nuovi brani sono complessi e, se fosse possibile, anche più belli di quelli dell’album precedente.
Benvegnù e tutti gli altri musicisti (batterista, bassista e chitarrista) non si sono risparmiati nemmeno una briciola di energia e, cosa divertente, si sono scambiati continuamente i ruoli. A un certo punto, infatti, Benvegnù è passato alla batteria mentre il batterista è passato all’organo e il bassista suonava il contrabbasso.
La palma del polistrumentista più "poli" va però al batterista: con una mano suonava la batteria mentre con l’altra l’organo e contemporaneamente cantava il controcanto.
A riprova della generosità della band, il bis è durato quanto lo spettacolo precedente, con cover, pezzi inediti e per finire una canzone degli Scisma, Troppo Poco Intelligente, che rivela tutta la vena ironica e dissacrante di un cantante solo all’apparenza troppo intellettuale.
Per chiudere il concerto, un Benvegnù in piena libera, si lascia andare a battute alla Zelig:
“Perchè, se come dice l’ex ministro Sirchia – e indica un pacchetto di sigarette – il fumo può uccidere, ricordate che il fuoco non scherza mica.”




Photoshop

Image

Dedicato a chi nelle notti insonni prima di consegne, revisioni, incontri di lavoro o concorsi non sa più a che santo votarsi.

(questo è il nostro regalo di Buona Pasqua Senza Tetto)


[ more.. ]


Mendacious Declaration

Battiato incontra Lcd Soundsystem: è online il nuovo singolo di Tadao "Mendacious Declaration", mantra archidance.


Page :  1 2