visti da dentro

per chi ha la curiosità di sbirciare dal buco della serratura degli studi di architettura (più o meno famosi)



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Sotto sotto

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Un sorridente Mario “mia nonna” Botta appare in un ritratto fashion di Marco Pietracupa per L'UomoVogue.
E fin qui tutto bene, a parte il blu che è da dimenticare.
Ma c'è di più nell'espressione del suo viso e in questo set insensato alla Vice Botta vuole dirci qualcosa.

Cosa starà pensando? Quale messaggio zen si nasconde nella cotonatura dei capelli? Che cosa ci fa sotto il tavolo?

Sono aperti i commenti, partecipa anche tu al concorso di idee per liberare il suo pensiero e occultare con un baloon il suo plastico.




Apple iPod il regalo perfetto per San Valentino



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ThankU Steve Jobs

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Ho impiegato anni a dismettere la tuta del supereroe di marveliana ispirazione dal nome inconfutabile: "IBM COMPATIBILE" (anche perchè l'attillato non mi dona granchè...) e anche grazie alla persistente evidenza di superiorità di alcune catarretistiche delle macchinette sfornate da Steve Jobs, ho da poco più di un anno fatto lo switch al Mac.
Per un anno ho tessuto le lodi dei pregi e minimizzato i difetti del portatilino che ormai è, come Michell ipotizzava, una protesi, un prolungamento del mio corpo... lo porto sempre con me e spesso non posso fare cose se non ho lui davanti...
Ma oggi, devo essere sincero, è riuscito veramente a stupirmi... visto che appena arrivato in studio, all'apertura del file su cui sto lavorando da giorni, mi accorgo che ci aveva lavorato lui autonomamente!!! io avevo chiuso il file ieri sera poco prima delle 20, mentre il file risulta salvato OGGI!!! e siccome è un computer quindi è più veloce di me, segnava già l'orario di quando l'avrei finito io!!! alle 11,00 il file risultava salvato OGGI alle 11,29...
Thank U Steve Jobs... thank for done my jobs...
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Indovina chi viene a cena - Marketing per architetti

Supponiamo per un attimo che non manchino a nessuno il talento, la competenza, il tempismo e il blablabla che fa di ogni architetto un professionista di successo. L’unica presenza di cui si percepisce il vuoto incolmabile spesso è quella del committente. O meglio, quello che manca alla normalità di un sano esercizio del mestiere è un possidente con un’idea dello spazio sintonizzabile sulla nostra lunghezza d’onda. Un turnover regolare, magari. Non è proprio un numero in espansione ma i potenziali clienti sono lì, da qualche parte e hanno bisogno di un bravo architetto che li accontenti. Hanno soprattutto bisogno di incontrarlo “per caso”, così come si scopre a caso una buona pizzetta al taglio, un parrucchiere disciplinato o un'utensileria economica. Questa è una storia zen che tutti sanno e nessuno ama ricordare, quella del passaparola e del numero di telefono passato da un amico. Io l’ho riscoperta nascosta in un posto insospettabile, tra le righe di una rivista di architettura. Avete presente la rubrica SOS Abitare? È quella dove ti spiegano come far convivere etica professionale, progetti di una certa levatura e dura realtà. Tu Illustre Sconosciuto Architetto invii il tuo progetto completo in redazione e la rivista ti organizza una revisione con due Architetti Noti&Arcinoti. Ogni singolo tovagliolo schizzato di architettura e concetti viene pubblicato e il progettista ha occasione di focalizzare i punti di forza della sua idea, o il contrario. Prima di mandare in pausa la rubrica, Abitare raccoglie la testimonianza di un architetto che ha tratto beneficio dai consigli della coppia Cini Boeri/Fabio Novembre. Oltre alle foto del progetto realizzato e qualche parola di circostanza, il rampante architetto svela anche come si procura i committenti. Ed è qui che vogliamo sapere tutto, qui dove il silenzio di Novembre si fa più spaventoso e la voce dell’esordiente si leva solitaria, eccola: Image Ma cominciamo dall’inizio e facciamo una bella bullet list per chi è arrivato qui direttamente dal titolo:
  • la prima cosa da fare è interessarsi agli eventi nazional-popolari che danno alla tv. Sto parlando della partita di calcio ma si accettano anche altre proposte: matrimoni celebri, funerali papali, processi in mondovisione, ecc.
  • Occorre promettere cibo e bevande per allietare la visione, dichiarazione valida per ambo i sessi. Abbondante, non si scherza su queste cose.
  • Indispensabile un plasma, comfort termico, un gran appartamento, un bel progetto e un super arredamento al posto del biglietto da visita. Della serie investi in quello in cui credi. Si valutano nidi Ikea purchè veramente interessanti.
  • La seconda cosa è scegliersi gli amici giusti e fare le convocazioni giuste. È perfetto chiamare amico un individuo che si esalta solo in branco ed estende l’invito a casa tua a tutta la sua mailing list. È uno simpatico che dice a tutti di venire perché la partita si vede “in una casa di design con l’aria condizionata”. Uno che fa morir dal ridere.
  • La terza cosa è scodellare il rancio per 35 persone durante i momenti salienti dell’evento tv. Qualcosa di buono e di snob, qualche ricetta classica. Si mangia insieme, si parla, si conosce gente nuova. Tutto molto metropolitano e spontaneo. Cin cin. Ah ah. Ti lascio il mio numero. Sembra una puntata di Sex and the City invece no, se non guardano i goal, guardano i faretti. Questo si che è lavorare.
L’ultima cosa di concreto che riusciamo a intravedere è la montagna di piatti sporchi che insieme alla colonia di briciole terranno compagnia una volta che tutti saranno andati a un’altra festa. Invece il lieto fine delle probabilità è dietro l’angolo. Tra questi 35 ce ne dovrebbero essere 3 con le caratteristiche di possidenza e il senso estetico inespresso. Si ricorderanno di te e del tuo appartamento per eventi. Te ne chiederanno uno uguale. Uno simile, ma diverso. Uno più bello, che somigli a loro. E così altri tre, e ancora all’infinito, supponendo talenti, programmando partite, scolando la pasta. Un vortice imprenditoriale di tutto rispetto nato dalla noia che coglie il genere umano verso sera all’idea di mettersi davanti al televisore. Fateci sapere come è andata, almeno il menù.


Alla c.a. di We are social

gentile We are social,
vi ringrazio per avermi mandato l'invito a partecipare alla campagna Thinking Spaces e faccio i complimenti per il bellissimo sito con tanto di interazione 3d e foto stilose in bw.
Prima di rispondere all'invito vorrei porre alcune domande relative alla campagna pubblicitaria.
  1. Chi è il committente: l'Economist o Spotify? Dal sito non si capisce il perchè di tutta questa importanza data a Spotify rispetto ad altre forme di ascolto in rete di musica e il ripresentarsi continuo di questo nome sia nel sito che nelle domande a cui invitate a rispondere mi fa sorgere il dubbio che a beneficiare di questa campagna sia proprio Daniel Ek (fondatore e CEO di Spotify).
  2. qual è l'obiettivo dell'Economist? farsi conoscere tra i blogger europei? Creare un ambiente in cui condividere questa idea di Thinking Spaces? Allora perchè non permettere a chiunque di far vedere i propri "spazi per pensare" senza limitarsi a un ipotetico e futuro "inserimento" nel sito?
Mi sembra che la volontà di aprire ai media sociali di questa campagna alla fine non sia così "social" perchè in realtà è unidirezionale e gestita in toto da Economist e l'effetto finale potrebbe essere addirittura controproducente.
Un'ultima considerazione: l'interfccia 3d è stupefacente ma era necessaria tutta questa "esposizione muscolare"? Da quali considerazioni è nata questa scelta tecnologica rispetto ad altre meno avanguardistiche ma più aperte alla condivisione?

Ringrazio per la pazienza che avrete nel leggere questa mail e spero di ricevere le risposte ai dubbi di quel blogger sempliciotto che mi ritengo di essere.

un saluto rem


Turisti a 4 zampe

Dopo quel gran capolavoro del portale Italia.it, la Brambilla ha messo a segno un altro dei suoi colpi geniali. Si sa che la ministra (ma de cchè! per favore... ) più che gli umani predilige gli animali, in particolare i cani (forse perchè sono daltonici e non ridono quando la guardano con quell'assurda parrucca che manco Milva porterebbe) e ha ben pensato di far realizzare un sito a loro dedicato. In generale si direbbe che sia stato anche progettato e realizzato da dei cani, ma qui non voglio sbilanciarmi perchè se mai un cane sapesse usare Dreamweaver penso che produrrebbe qualcosa di sensazionale.
Immagino anche che la MVB abbia pensantemente collaborato al progetto del sito altrimenti non si spiegherebbero i richiami a immagini edulcorate e infantili (da asilo nido per intenderci) di animali di tutti tipi che campeggiano in ogni dove, per non parlare del delirio di onnipotenza che si intuisce dietro la sua onnipresente faccia di totano in casseruola. Ma dove si è visto che la faccia di un ministro debba essere presente in ogni pagina di un sito, cos'è uno spot promozionale della Royal Canin o un sito istituzionale, come farebbero pensare tutti quei loghi in basso?
E in tutto questo chi pensa a quelle povere creature che sono state costrette a posare tra le braccia di quel boa constrictor di MVB?
Per dar voce alle loro sofferenze provate a scrivere cosa passa per la mente di questo indifeso essere peloso (quello a pelo chiaro, non quello a pelo rosso... )

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cosmopolipescara?

...a chi pensa che i nostro territorio sia ancora troppo provinciale mi preme raccontare che mezz'ora fa ho preso un caffè in un bar e che nel frattempo c'era un ambuante che mi ha chiesto i documenti per identificare che fossi regolare in italia mentre il barista cinese insegnava alla figlia in età prescolare a usare il registratore di cassa commentando "sai... sto impalando a usale il legistlatole di cassa a mia figlia... così almeno..."
chiedete a rem...


CASE DA ABITARE

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Foto di Pablo Moroe


Where's The Joke?


Dal sempre geniale Geek And Poke


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