
Tanto per essere sulla notizia, anch'io ho visto Iron Man.
1. per mezzora ho riassaporato il piacere preadolescenziale che dà immaginare di poter mettere degli stivali da cui fuoriescono getti a reazione quando nella realtà dei getti che creano reazioni fuoriescono dalle mie scarpe quando le tolgo.
2. anch'io vorrei avere Guinet Paltrow come segretaria che portandomi il caffè discetta di Jackson Pollock e poi fa saltare un reattore nucleare vestita con una gonna così aderente che per camminare deve muoversi sui malleoli mentre nella realtà il caffè me lo devo fare da solo e devo pure passare il finto Swiffer per togliere la polvere dalla scrivania conversando con Massimiliano di Seppie Giganti.
4. capisco che l'attenzione dei produttori fosse diretta tutta sull'armatura che sembra un trasformer versione Ferrero Rocher ma qualche spicciolo per la sceneggiatura lo potevano conservare?
Perchè se sembra assolutamente credibile che un egocentrico in corazza da ultrà romanista voli grazie a un minireattore nucleare installato in una cavità del petto a forma di lattina di pelati sanmarzano, lo è di meno uno straricco armaiolo che decida di mollare tutto per darsi all'hobby del decupage spinto da una, quella sì fantascientifica, crisi di coscienza.
Ma dico, sembra credibile che tutta la storia abbia come fulcro narrativo il preteso ravvedimento etico di tale inventore di armi il quale, udite udite, entra in crisi quando scopre che le sue armi sono usate per uccidere le persone? Ma a cosa pensava che servissero, per sturare lavandini? E poi, cosa fa questo intontito quando viene colto dai rimorsi? Si chiude in laboratorio a creare un motore a scoppio che funzioni a scorregge invece che a petrolio? Noooo. Scopre il modo di ridurre il buco nell'ozono? Noooo. Trova una cura per l'Aids? Nooo. Si mette a costruire un'arma con cui uccidere quelli che uccidono, beninteso solo quelli cattivi però. Una logica veramente stringente.
E comunque, voglio essere propositivo, voglio regalare ai produttori di holliwood un soggetto cinematografico di sicuro successo.
Titolo: Concrete Man. La storia: un architetto viene colto da lancinanti sensi di colpa quando scopre che nelle case da lui progettate la gente ci abita veramente. Dilaniato dal rimorso decide di progettare abitazioni in cui far vivere tutti quelli rei di costruire le sue stesse case mentre lui si ritira a vivere nel suo attico a Dubai con la sua caddista di fiducia. Fine.