L'architetto Mario Rossi

"Poco dopo le tre del pomeriggio del 22 aprile 1973, un architetto di trentacinque anni di nome Robert Maitland
Poco dopo le tre del pomeriggio del 22 aprile 2003, un neo laureato in architettura di trentacinque anni di nome Mario Rossi
procedeva sulla corsia di sorpasso in uscita dallo svincolo di Westway, Londra centro.
proseguiva a produrre concorsi e progetti, pensando di essere al centro del mondo.
A seicento metri dal nuovo raccordo con l'autostrada M4, quando la sua Jaguar aveva già superato il limite di velocità di 120 kmh, il pneumatico anteriore sinistro scoppiò.
A tre giorni dalla firma del primo incarico - che presumibilmente l'avrebbe proiettato nel mondo della libera professione- , quando aveva già progettato - senza realizzare nulla - 16 milioni di mc e 400 mila mq di coperture vetrate, accadde un fatto non preventivato, e si rese conto del vero significato del termine "professione".
Rimandata dal parapetto di cemento, l'esplosione d'aria sembrò detonare nel cranio di Robert Maitland.
Rimbalzata dai tanti "te l'avevo detto" di amici e colleghi, l'idea di aver sbagliato tutto a partire dalla facoltà a cui si era iscritto da 18enne sembrò detonare nel cranio di Mario Rossi.
Nei pochi secondi precedenti l'urto, lui strinse forte le razze imbizzarrite del volante, intontito per aver battuto la testa contro il montante del finestrino cromato.
Nei pochi minuti precedenti al congedo da parte del cliente, lui strinse forte i frammenti della sua idea progettuale, intontito per aver sbattuto la testa contro un muro di gomma.
L'auto sbandò sulle corsie libere, da un lato all'altro della strada, accompagnata dalle sue mani che sembravano le mani di un burattino.
Allora cercò di mediare tra le sue nobili idee sul come fare architettura e le continue richieste del committente di aumento della superficie commerciale e di balconi per stendere i panni, accompagnando il discorso con gesti delle mani, che sembravano le mani di un burattino.
Il pneumatico si disintegrò, lasciando una scia nera e obliqua sulla segnaletica bianca che seguiva l'ampia curva della banchina autostradale.
Il progetto si disintegrò e il committente capiì che il suo geometra di cantiere avrebbe fatto un progetto meno "artistico" ma più conforme alle sue esigenze.
Ormai incontrollabile, la vettura sfondò i cavalletti di legno che formavano una barriera provvisoria sul ciglio della strada e, abbandonando l'asfalto, si tuffò nella scarpata erbosa per fermarsi trenta metri più in là, contro lo chassis arrugginito di un taxi capovolto.
Ormai incontrollabile, il progetto sfondò i limiti della decenza, quanto mai limite provvisorio in edilizia, e, abbandonate le sue certezze sulla coerenza nel mestiere, precipitò in una professione ortodossa per fermarsi poco più in là, prima del titolo di "speculatore dell'anno"
Uscito quasi incolume da quel dritto terrificante che per poco non gli era costato la vita, Robert Maitland si abbandonò sul volante, con la giacca e i pantaloni disseminati di frammenti di parabrezza che sembravano lustrini del varietà."
Uscito (secondo lui) quasi incolume da questo terrificante cambio di punto di vista che per poco non gli era costato l'iscrizione all'albo, Mario Rossi si abbandonò sul paralleligrafo, con la giacca etrò e i pantaloni armani disseminati di frammenti di terra secca presa in cantiere, che sembravano quasi decorazioni di capi alla moda...
James G. Ballard, L'isola di cemento
Tadao_AST, l'isola(di ce)mento...


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