Come ogni due anni si apre in una città di favola il gran ballo dell'architettura. Principi, re, regine e cavalieri sono tutti in fibrillazione per l'evento.
Tutti a prepararsi, farsi belli e intriganti, precisi ed eleganti, raffinati e luccicanti. Tutti a spolverarsi di dosso la polvere dei cantieri, a schiodare i deretani dalle scrivanie e a distogliere per una giornata gli occhi da autocad.
Ognuno vuole presentarsi al meglio e sogna un finale alla cenerentola: chissà che si trovi un partner imprenditore, un mentore protettivo o un sodalizio costruttivo. Male che vada si potrà parlare dell'allestimento migliore, del progetto più innovativo, di chi c'era e di chi no.
Tutti a imbellettare lessico e parole: via condono, DIA, sopraelevazione e visura catastale e vai con ibridazione, posminimalismo, spazi interstiziali e partiture estetiche.
Tutti a mettere in soffitta ristrutturazioni e speculazioni residenziali e a mettere in mostra blob traslucidi, torri aerodinamiche e aeroporti futuristici.
Una ripassata agli ultimi Domus, un vecchio Any e qualche Frame sotto mano e poi via al ballo.
Ma c'è un quesito che attanaglia tutti: per essere veramente cool e trendy si dovrà seguire il total black fuksiano o il prada-fino-alla-mutanda?
