
praticamente solo quelli che hanno presentato i video, e per questo si può dire che il pubblico (di parte) è stato soddisfattissimo ed entusiasta delle opere presentate. A seguire, abbiamo assistito a due dibattiti dei quali il più singolare è stato quello a cui hanno partecipato una PR di architetti, un direttore di rivista e un architetto. È stato interessante perché abbiamo capito cosa manca per far decollare lo studio: assoldare una PR bella (biondomesciata, very british, firmata gucci dalla scarpa alla mutanda) che ci dica su quali riviste pubblicare, con chi parlare, chi ungere ecc. ecc.. Nella serata era programmata una visita alla mostra annessa, con allegato dibattito, ma siamo stati rapiti da una fantastica scorpacciata a base di ribollita, ravioli tartufati e una incredibile fiorentina.

Premesso che non mangio molta carne e quando la mangio la cuocio così tanto da ricordare una suola da scarpa, mi sono stupito di mangiar di gusto quasi un chilo di carne sanguinolenta e rosea. I. e A. ci hanno fatto da ciceroni in una passeggiata tra le strade di una Firenze invasa da mucche colorate.

Abbiamo scartato i monumenti più famosi e siamo andati a vedere delle chicche come i centinaia di lucchetti disseminati su pontevecchio e lasciati da coppiette in vena di scambiarsi pegni d’amore metaforici e non.

Dopo aver girovagato tra locali siamo andati a casa dei nostri ospiti dove ci siamo accasciati in stato semicomatoso.

Tutto sarebbe stato perfetto se 2 secondi dopo che abbiamo spento la luce Peter non avesse iniziato a russare, ma non il russare classico fatto di ronf ronf, ma una sorta di crescendo ritmico che iniziava con un rumore di sega elettrica, continuava con un martello pneumatico e terminava con un missile Scud che si abbatte sul tetto, e via a ricominciare dall’inizio. Massimiliano si è isolato nell’angolo più lontano possibile tappandosi le orecchie con mani e cuscino mentre nella mia mente si affacciavano i seguenti pensieri:
- adesso suonano alla porta e tutti gli inquilini del palazzo e del quartiere ci intimano di andare via.
- adesso provo a svegliarlo ma, poverino, è distrutto e perdipiù dorme in una brandina che è la metà di lui, magari smette da solo
- adesso do una craniata sul muro e svengo

Belle alcune installazioni, in particolare questa,

e i lavori di alcuni studenti di una università giapponese.

Salutati i nostri magnifici ospiti siamo ripartiti in macchina. Senza rendermene conto mi sono ritrovato a destinazione (vedi precedente effetto teletrasporto) ma, mosso da spirito corporativo, mi sono proposto di guidare per gli ultimi 15 minuti che ci separavano da casa. Quando torniamo a Firenze?
