Vi dirò di più: c'è anche Valencia, Spalato, Atene e Istambul. Difatti ci sono professionisti ed esperti che hanno calcolato che volendo potrei partire da Valencia con una bella nave da crociera, fare una sosta in Sardegna, arrivare nel nuovissimo scalo crocieristico di Civitavecchia, prendere un bel bus per andare a Roma, riprendere il bel bus e arrivare a Pescara attraverso la più bella autostrada del mondo (stiamo parlando del Gran Sasso e della Majella, mica robetta) imbarcarmi di nuovo sulla nave crociera (non appena il porto di Pescara avrà costruito il suo attraccone oltre la diga foranea) e arrivare, in non più di uno sbadiglio e mezzo, a Spalato. O sul Bosforo.
Pescara è il punto di passaggio ideale, senza storia, appunto. Con un sacco di vetrine per lo shopping e di roba strepitosa da mangiare, e anche di divertimento notturno. E se non capite perchè 12 milioni di turisti sarebbero disposti a pagare il costo di questa crociera è perchè non siete mai stati in crociera. Quello che conta è mangiare (tutto compreso nel prezzo) un quantitativo esagerato di "manicaretti" e comprare un quantitativo esagerato di "souvenirs".
Cose che a Pescara potete fare ai massimi livelli, fanno notare i professionisti di cui sopra. In fondo chiunque sia stato in crociera amerà molto più raccontarvi della quantità di budino al cioccolato riuscita ad ingurgitare che non delle bellezze storiche e paesaggistiche.
Ma per fortuna c'è Stefka. Stevka Smitran, e così scrivendo ho sicuramente omesso un paio di accenti, ha avuto la gentilezza di condividere con me questa sua poesia, un giorno, durante una conferenza in cui si parlava di Adriatico. Come ragazze cattive, sedute in ultima fila, invece di ascoltare i relatori ci siam messe a sfogliare un suo libro. Non frequento molto la poesia, tuttavia questi versi di Stevka hanno ricordato al mio intelletto imbarbarito che la poesia, come tutte le arti, trova il modo di arrivare diretta a chi ne fruisce ed è capace di raccontare con poche parole ciò che io riuscirei a dire (e male) con molte circonvoluzioni. E mi ha ricordato che il viaggio in Adriatico, per molti, aldilà della budino-vacanza all inclusive, è stato di tutt'altro sapore.
Sulla nave verso l'occidente
abbiamo prima imbarcato le nostre pene,
tutta la vita raccolto nella valigia della speranza
e poi la certezza delle illusioni
viste nel cielo del mare stellato.
Il tempo sulla prua è una garrula sentinella
inarcata sui nostri sguardi rattristati dall'addio
ciò che l'uomo ha ammesso, Dio non ha mai
negato -
i sapienti han deciso di specchiarsi nel mare,
e quando le vele hanno asciugato le lacrime
e le onde erano lance
appuntite
come il cielo lattescente
come le spighe nutrici
abbiamo atteso che il loro coro ci seducesse
e in un giorno e una notte di navigazione,
dall'eterno registro del mare abbiamo imparato
che il sole non sorge e non tramonta
ebbene, A ME PIACE. questa poesia si intitola "Sulla nave verso l'occidente". e siccome mi piace vi scrivo anche la seguente nota:
Stevka Šmitran è nata a Bosanska Gradiška, città della Bosnia-Erzegovina dove ha trascorso l’infanzia e che considera l’evento centrale della sua biografia e della sua poetica. Compiuti gli studi universitari a Belgrado, si trasferisce in Italia.
Poetessa, traduttrice, saggista e docente universitaria, ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia slava (serba, croata, russa,macedone) e ha tradotto e presentato al pubblico italiano opere di Ivo Andrić, Miloš Crnjanski, Miodrag Pavlović, e di altri autori. Per l’ Antologia della poesia dell’ ex Jugoslavia (1996) ha vinto il premio “Calliope” per la traduzione.
Ha ricevuto diversi premi per la poesia edita e inedita. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: nel 2000 Slavica (1966-1999) in serbo/croato; nel 2003 la raccolta bilingue italiano-serbo/croato Le mie cose (Moje stvari), nel 2004 Italica e oltre e nel 2007 Dall’ impero in italiano. La sua poesia è presente in diverse antologie in Italia e all’ estero. L’American Biographical Institute l’ha inserita tra le “Great Women of the 21st Century”.
