
L'idea di futuro è molto interessante.
Ieri pomeriggio ho rivisto "My Architect", e il figlio di Lou commenta come "futuribile" una nave-sala da concerti progettata dal padre almeno 30 anni fa. Questo conferma una idea che mi ronza in testa da tempo, ovvero che il "futuro" è una idea ormai passata.
Non capisco bene per quale ragione, ma il "futuro" in certi decenni ha riscosso un certo successo, tanto da produrre una letteratura sterminata, fumetti meravigliosi, film e gadget incredibili dagli anni '50 agli anni '70.
Poi qualcosa è successo, forse i movimenti operai e studenteschi, forse la disillusione americana verso un mondo migliore (ndr. occhio rem, che all'ultimo che ha detto "io ho un sogno" non gli hanno riservato un trattamento molto buono...) hanno distolto l'interesse dal "futuro", che immancabilmente era visto come un luogo temporale in cui tutto era perfetto, tutto funzionava, tutti i clienti pagavano le parcelle, tutti erano buoni felici e in salute.
Forse ci si è resi conto che "quel" futuro è troppo lontano, nel tempo e nello spazio. Forse quando è arrivato "questo" futuro, ci si è resi conto che nel 2001 non c'è stata nessuna odissea nello spazio, anche se quattro beduini incazzati hanno messo su il più granede attacco militare in terra statunitense... quindi qualcosa di inimagginabile, in effetti, c'è stato.
Stamattina, mentre prendevo il caffè, un po' tardi a dire il vero per smaltire la digestione lentissima di stanotte (non che abbia avuto un ritmo lento, ma i chili di cibo ingurgitati richiedevano proprio tanto lavoro...), il televisore era sintonizzato su "unomattina", ma proprio mentre stavo cercanto il telecomando per un più sano e divertente zapping di prima (per tutti "seconda") mattina, "... e ora si parla di architettura"
WOW!!!! evviva!!!! allora non siamo soli nell'universo!!!
Viene presentato un signore un po' avanti negli anni, come un architetto italiano famoso nel mondo, un certo David Ficher, di firenze, con tipico accento tosco-tirolese, che con i colleghi Fabio Bettazzi e Marco Sala, con la collaborazione di Leslie Robertson (ideatore del WTC di NY...??? in realtà strutturista del WTC) sta per costruire alcune torri tra Dubai, Mosca e altre città neo-ricche dell'est europeo. Queste torri, a dire il vero abbastanza gradevoli alla vista, hanno una particolarità assolutamente innovativa: sono composte da capsule aggregate su una struttura centrale e sono girevoli... Il fortunato collega che costruità a Dubai, esordisce dicendo: "costruiamo ancora come gli antichi egizi, come 3800 anni fa... da allora non è successo niente..." e al dilà della cottura dei mattoni, della malta idraulica, della pozzolana, dei trattati di stereometria, della ghisa, della prefabbricazione, del vetro, del cemento armato, delle strutture strallate, dei leganti chimici, delle resine e del titanio, in effetti, non c'è stato un grande passo in avanti dal punto di vista costruttivo... poi mi è tornata in mente una parte del documentario "my architect" in cui si dice che uno degli aspetti fondanti dell'architettura di Kahn è la ricerca della perfezione eterna, della forma che consenta la perpetuazione della grandezza di chi ha messo su la fabbrica, come per i romani, per gli antichi egizi, etc... poi mi è tornata in mente una parte della tesi di laurea di un laureando in gamba, che ha lavorato sugli archigram... poi ho pensato pure: "ma se si parla di futuro, si parla di "quel futuro", vista la veneranda età del collega, che immagino marinasse le lezioni di storia dell'architettura per leggere i fumetti di futurama, o si parla di un "futuro" nel senso letterale del termine, ovvero che l'edificio ancora non è stato costruito, nonostante nel 2006 si paventava una realizzazione entro il 2008?"
Geniale la domanda con cui l'intervistatore saluta l'intervistato: "ma per chi soffre di mal di mare?" "niente problemi, la rotazione sarà lentissima"...
PS: mi era venuto in mente di fare un "post del futuro", di farlo uscire tipo tra due anni, ma poi che senso aveva?
