L'architetto dai baffi a spazzola
5 March, 2009, 1:19 pm“A quel punto l'architetto propose di accompagnarli alla moschea si Süleymaniye. Avrebbe fatto vedere loro qualcosa di ancora più notevole, disse, di ciò che avevano visto in quell'«Inferno dei Manichini». La moschea, che risaliva a quattro secoli prima, stava spostandosi a poco a poco! [...] Una volta giunti a destinazione (il viaggio fu piuttosto lungo), l'architetto spiegò loro i fatti. Conosceva molto bene i cunicoli sotto l'edificio, avendo lavorato ai restauri e alle riparazioni, ed era anche in buoni rapporti con l'imam, che ben volentieri avrebbe aperto loro le porte in cambio di una mancia. [...]
L'architetto si mise a trafficare senza successo con il lucchetto della porta metallica sistemata un un angolo del portico. Intanto continuava a spiegare come la moschea, a causa del proprio peso e di quello dell'altura su cui è costruita, stesse scivolando da secoli verso il Corno d'Oro, al ritmo di circa cinque o dieci centimetri all'anno. In realtà a quel punto avrebbe ormai dovuto essere arrivata all'acqua, ma il suo spostamento era frenato dai muri di pietra, «il cui segreto deve ancora essere scoperto», che ne circondano le fondamenta, oltre che da «un sistema di fognature cosi complesso e sofisticato da essere tuttora insuperato», dal «marcapiano calibrato con assoluta perfezione» e infine da un «sistema di gallerie e cunicoli» scavati quattrocento anni prima. [...] - È un segreto che l'Occidente non è riuscito a scoprire, - disse l'architetto, con l'entusiasmo di un ubriaco, e si infilò nel corridoio insieme a lei.”
Orhan Pamuk, Il libro nero, Einaudi, Torino 2007, pp. 216-218.
by Rem
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