
Sulmona, 20.07.07
Tra gli oltre 700km percorsi in questa settimana di vacanza sulle montagne abruzzesi, Tadaa e io ci siamo imbattuti in paesaggi mozzafiato, uno dopo l'altro, uno diverso dall'altro, senza soluzione di continuità. Tra tutte le esperienze di questa intensa vacanza ce ne sono due che per me sono state davvero rivoluzionarie.
La prima riguarda il concetto di 'benessere', trattato nell'edizione mattitina di Tg2 costume e società. Secondo la moderna sociologia il vero lusso, quello che da benessere, è la disposizione di tempo libero. A questo punto ho pensato a: 1) quante ore lavorative compie un giovane architetto alla settimana e 2) la lentezza con cui una mucca mi ha attraversato la strada al Passo San Leonardo...
La seconda esperienza è stata specificatamente richiesta da Tadaa, e accolta di buon grado dallo scrivente: il confronto con le pulizie domestiche.
Da questa irripetibile esperienza ho tratto un metodo per passare la scopa e lo straccio. Il metodo si basa sulla geometria nelle varianti cartesiana e topologica.
Nel primo caso si visualizzano le mattonelle a terra e si considera un reticolo cartesiano, composto appunto dal reticolo delle fughe tra le mattonelle, in modo da poter pulire esattamente tutti i settori e aumentare l'efficienza della azione evitando di passare due volte per lo stesso settore. Nel caso in cui vi troviate a compiere le stesse operazioni su un pavimento in lamparquet, in resina epossidica o in un qualunque altro materiale che non vi consenta la definizione della griglia cartesiana, allora vi viene incontro la topologia. Si scompone la figura di base della pianta della stanza, compresa di arredi a terra di peso tale da non poter essere spostati (considerati quindi arredi fissi), in tanti rettangoli regolari, in modo da visualizzare di volta in volta la zona da pulire. A questo punto si ha nuovamente la possibilità di controllare geometricamente cosa si è già pulito e cosa no.
Non sono proprio certo sia davvero efficiente, ma almeno si pensa a qualcosa mentre si passa la scopa.
