Leggo sull’Internazionale di questa settimana un trafiletto che si intitola Storie vere.
Si racconta di una ragazzina americana, quindici anni appena, che si è rivolta alla polizia per lamentarsi di come era stata trattata in un locale, addirittura le avevano trattenuto il documento d’identità perché ritenuto falso. Quando i poliziotti sono intervenuti hanno scoperto che, effettivamente, il documento era falso e alla domanda di fornire le proprie generalità, la nostra ragazzina ha dato ben cinque nomi diversi prima di essere presa dal panico e, di fronte all’imminente arresto, si è data alla fuga. Per i poliziotti non è stato difficile raggiungerla perché la ragazzina è inciampata e caduta scompostamente per strada.
Immagino Kimberly, per me è questo il suo nome, che a fatica si rialza sui sandali da poche lire che si è messa per sembrare più grande della sua età, e con le guance rosse per lo sforzo e il freddo della sera, cerca di scappare inseguita dalla polizia.
Mi viene di incitarla e gridare dal bordo della strada:
Corri, Kimberly, corri più veloce che puoi! Corri come il vento.
Corri come Ben Johnson dopato che sa che dopo lo aspettano le analisi delle urine.
Perché in quel momento la vita di Kimberly mi ricorda moltissimo la vita di noi architetti, o più in generale, la vita di tutti.
Corri, ragazza, corri!
4 March, 2009, 12:25 pm
by Rem
in Chiacchiere al bar
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