Vado via.
Ho BISOGNO di andare via...
Ho passato tre settimane d'inferno tra il lavoro in studio e l'università, con un "bottino" di due o tre lavori iniziati (di quelli che ti fanno perdere più tempo di quanti soldi ti fanno avere), un contributo e un breve saggio pubblicati, una trentina di revisioni di tesi, un sopralluogo fuori provincia (con cena di pesce annessa, però), solo un libro letto dei quattro che volevo leggere, un po' di catasto e di anticamera al comune, senza mai un attimo di respiro.
Il risultato?
Mercoledì sera, una sera che avrei dovuto passare con la fidanzata al lume di candela (come da programma, visto che per vederci devo quasi darle un appuntamento scrivendolo sull'agenda...), ero a letto con 38 e 2 di febbre, con lo stomaco in subbuglio e un tremore inarrestabile per il freddo, nonostante i 21 gradi della mia stanza da letto... tutti sintomi l'indomani mattina completamente spariti!!!
Allora VADO VIA!!!
Corro lontano...
Mi prendo il mio spazio e, soprattutto, il mio tempo...
(cosa che un giovane professionista - o aspirante tale - dovrebbe fare ogni qual volta l'indicatore della stanchezza arriva nella zona rossa...)
Passo un paio di giorni in un agriturismo intervallando piacevoli passeggiate in montagna a energiche rifocillate in un tempio dell'enogastronomia abruzzese.
Il tutto con una politica molto "slow"... slow-food... slow-trekking... a cellulare spento e con la sola compagnia della mia dolce metà...
E se al mio ritorno sarò ancora stressato...
bhè...
almeno avrò visto bei posti, avrò fatto qualcosa di salutare e avrò mangiato bene...
con la migliore compagnìa che io possa desiderare...
A lunedì.
