Come promesso. Anche se mi dispiace che non mi viene in mente un altro
architetto, sono sicura di averne trovati parecchi nei libri che ho
letto. Comunque, per l'archivio, eccovi Michael Weyman... ci sarebbero
anche dei corsivi, ma non ricordo se qui l'html funziona, quindi lascio
stare.
Agatha Christie, La sagra del delitto, titolo originale Dead Man's Folly, 1956
[estratto dalla canonica descrizione iniziale degli ospiti presenti, parla la signora Oliver, a Poirot]
«Be'» cominciò la signora Oliver. «C'è sir George Stubb, il padrone di
casa. Ricco, plebeo e terribilmente stupido tranne che negli affari. In
quelli, secondo me, è molto acuto e brillante. Poi c'è lady Stubbs...
Hattie... che avrà circa vent'anni meno di lui, discretamente bella ma
muta come un pesce... A mio parere non deve essere neppure tanto
intelligente. Lo ha spostato solo per denaro, s'intende, e non pensa
che ad abiti e gioielli. Poi c'è Michael Weyman... architetto, molto
giovane, artistoide, piuttosto bello anche se di una bellezza un po'
contadina. Sta progettando un padiglione per il campo da tennis su
incarico di sir George e dovrebbe eseguire le riparazioni alla Follia.»
«Follia? Di che si tratta... un ballo in maschera?»
«No, siamo sempre in campo architettonico! Hanno chiamato così una
specie di tempietto bianco a colonne. Chissà quanti ne avrete visti nei
Kew Gardens!»
- La signora Oliver e Poirot, poco dopo, passeggiando nel giardino della villa di sir George Stubb:
"Imboccarono un sentiero piuttosto ripido e tortuoso che, pur
continuando a seguire il fiume, si trovava parecchio più in alto. Da
una curva fra gli alberi sbucarono in uno spiazzo dominato da un
tempietto bianco a pilastri. Fermo a una certa distanza, e con aria
alquanto accigliata, c'era un giovanotto in calzoni di flanella
piuttosto logori e camicia di un verde singolarmente violento. Si voltò
di scatto verso di loro.
«Il signor Michael Weyman, Monsieur Hercule Poirot» disse la signora Oliver.
Il giovanotto accolse la presentazione con un cenno distratto del capo.
«È incredibile come la gente non sappia scegliere i posti adatti!
Assurdo!» disse con amarezza. «Prendete questo affare, per esempio. Lo
hanno costruito solo un anno fa... mica male, nel suo genere, e adatto
all'epoca della casa. Ma perché proprio qui? Queste costruzioni
nascevano per essere viste... "Situati su un'altura"... si diceva "su
un bello spiazzo erboso tempestato di asfodeli per accedervi, eccetera
eccetera!" E invece, guardate questa disgraziatissima costruzione
cacciata in mezzo agli alberi... non la si vede da nessun posto...
occorrerebbe abbattere almeno una ventina di alberi per riuscire a
vederla, almeno dal fiume!»
«Forse non avevano altra scelta» disse la signora Oliver.
Michael Weyman sbuffò.
«C'è quel poggio erboso proprio vicino alla casa... lì in cima. Sarebbe
stata la sua perfetta sede naturale! Macché! I nuovi ricchi sono tutti
uguali... mancano completamente di senso artistico. [...] No, a un uomo
del genere non dovrebbe essere concesso di possedere un posto simile!»
Parlando, era andato progressivamente accalorandosi.
Questo giovanotto considerò Poirot tra sé non deve nutrire molta simpatia per sir George Stubb.
[...]
«E il padiglione del tennis?» domandò la signora Oliver.
La faccia del giovanotto diventò ancora più avvilita.
«Vuole una sorta di pagoda cinese» disse, lasciandosi sfuggire un
gemito. «Con dei draghi, pensate un po'! E tutto perché a lady Stubbs è
venuto il capriccio di mettersi grandi cappelli di paglia alla cinese.
Passa proprio la voglia di fare l'architetto! Chi si farebbe costruire
qualcosa di decente non ha i quattrini e quelli che li hanno pretendono
degli obbrobri indescrivibili!»
«Avete tutta la mia comprensione» disse Poirot con aria grave.
[...]
«D'altra parte voi architetti dovete pur trovare delle persone che
abbiano soldi da spendere, altrimenti non potreste lavorare» osservò
bonariamente la signora Oliver."
L'architetto Michael Weyman
29 October, 2008, 11:00 am
by zaha
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