Se lo dice lui...

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La notizia non è recentissima ma alquanto rivelatrice.
Quell'eccelso paraculo maestro dell'architettura contemporanea che risponde al nome di Peter Eisenman ha venduto il suo appartamento a New York per la modica cifra di 3.2 milioni di dollari a un gestore di nightclub. La notizia è riportata sul New York Observer dove, alla domanda se avesse disegnato la sua magione, l'eccelso candidamente dichiara:

"Non vivrei mai in ciò che progetto. Vita e arte sono differenti. Tengo molto alla mia vita - tengo molto alla mia arte. Mi piace progettare cose per gli altri, ma non mi piace progettare per me stesso."

Se queste parole non vi hanno fatto venire la pelle d'oca, aspettate e andiamo oltre perchè il bello si trova alla fine dell'articolo:

"Se lei fosse mio figlio, non vorrei mai che fosse architetto - ha detto il settantenne al giornalista - perchè è un mondo troppo difficile. Guardi, mio figlio si è laureato in legge tre anni fa e guadagna più di me dopo 40 anni di lavoro."

Domanda: se invece di scassarci le palle per anni con migliaia di sovrapposizioni e rotazioni di inutili griglie, assi, palinsensti. riletture sofisticate di Terragni, case virtuali e nuovi paradigmi elettronici il caro Peter ci avesse detto prima queste parole, oggi non saremmo tutti dei felici avvocati?


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