ieri sera 15 architetti si riuniscono da un notaio per sottoscrivere una associazione temporanea di
professionisti. la fantastica associazione di cui sopra, che prevede l'unione di tante menti esemplari, è
finalizzata, notate bene, non a permettere ai suddetti professionisti di svolgere un lavoro ma a PARTECIPARE A UN CONCORSO di architettura. si, insomma, come se dei chirurghi costituissero una atp per partecipare ad una selezione che permetterà loro in un futuro di operare qualcuno tutti insieme...ammesso che qualcuno si ammali.
Per il notaio (poverino) si trattava di una semplice procura: guardare che tutti i firmatari fossero chi
dicevano di essere. roba da poco. mezz'ora di lavoro=800 euro.Invece si è trovato davanti il mistero gaudioso della legge merloni, si è trovato davanti il rosario perlaceo dei comma di un bando di concorso scritto con la parte fessa del cervello di un ignoto amministratore di una ridente cittadina, si è trovato davanti una quindicina di architetti annoiati dalla cavillosità dei bandi che con aria "machicelofafaredipartecipare" distrattamente disquisivano di partita iva europea, rappresentanti legali di società, interpretazioni di bandi, atti notarili e procure e che lo incalzavano con domande su come fosse meglio procedere o su come si dovesse interpretare quel dato punto.Domande alle quali il notaio rispondeva sempre con un <<ecchènesoio, forse è meglio così o colà, bho?>> Dopo alcuni minuti di discussione Il notaio, lui tapino, inizia bel bello il suo lavoro finalmente:<<ora vi leggo l'atto, fate attenzione soprattutto ai dati che vi riguardano (nome,nascita, p.iva, c.f, iscrizione albo)>> attacca dunque a leggere al ritmo di una mitraglietta intercalando un nome con un eccetera con un numero con un eccetera con un nome...non si capiva niente.
iniziano a fioccare gli errori: Non mi chiamo così! Non è questo il mio numero di iscrizione! Non sono il
legale rappresentante di questa data società!Il notaio comincia a muoversi dalla poltrona e si siede in pizzo, è visibilmente agitato...<<Non posso perdere tempo a controllare i vostri dati>>. Io penso che forse la presenza (e il costo) del notaio è giustificata esattamente dal suo dover controllare, ma non dico nulla. Tutti i presenti sono impegnati a rettificare nomi, cariche sociali, dati e numeri. Intanto si sono fatte le 20,30. Il notaio, corretti a matita con estrema fatica gli errori sul documento, continua a leggere ma ecco un altro intoppo: alcuni firmatari sono assenti, uno è in calabria, arriva martedì prossimo, l'altro è in francia, arriva sabato...<<verranno a firmare poi>> qualcuno spiega al notaio. e il notaio seduto in pizzo alla poltrona comincia a spostare il peso da destra a sinistra e da sinistra a destra, ora è davvero irritato:<<signori come si fa? questa per me è una procura, un lavoro che devo chiudere in mezz'ora, se me lo allungate così io ci rimetto, è un po' come se a voi venissi a chiedere di progettare la casa di barbie!>>
a questa sua incauta affermazione tutti i presenti ammutoliscono per due secondi per poi sbottare in un corale "E FIGURIAMOCI", <<vogliamo contare tutte le cose che facciamo gratis noi?>> dice uno, <<non mi ricordate i casali ristrutturati aggratis>>dice un altro <<e gli arredamenti non pagati>> un altro ancora <<e tutti i rilievi?>> un altro <<e tutti i progetti fatti e mai andati in porto e mai da nessuno pagati?>> a ancora <<e tutte le ore passate a discutere sui progetti con i clienti per cose mai pagate>>...e così via. il notaio avrebbe preferito essere a mille miglia da quella sala riunioni colma di tutti quei disordinati architetti.Ma dopotutto è uomo di mondo, lui, e dunque con ironia, si adegua alla situazione, accenna un sorrisetto, <<mandiamo via questa mandria a tutti i costi>> pensa fra se e se. Va a far correggere il testo e lo fa ristampare. sono le 21,30. tutti i presenti finalmente firmano.Qualcuno firmerà nei prossimi giorni, l'atto sarà pronto in tempo per essere impacchettato con le tavole ed essere recapitato nella ridente cittadina.Alle 21,45 siamo tutti fuori dall'ufficio, per strada, pioviccica e ci sentiamo stronzi. Vorremmo essere tutti come il notaio: lavoro dalle tot alle tot, per far questo ci metto tot e guadagno tot.<<bisognerebbe fare così, come il notaio, come gli ingegneri>> commenta qualcuno. Io e peter ci sentiamo più stronzi di tutti visto che per firmare st'atto ci abbiamo fatto pure un viaggio e il progetto di concorso lo dobbiamo ancora disegnare.
Sarà per questo che salendo in macchina per tornare a casa abbiamo parlato di buoni propositi per la vita mentre peter guidava verso l'autostrada senza sbagliare strada, senza cartina e senza chiedere informazioni, e senza neanche fare troppo caso alle indicazioni stradali.
la frase sbagliata al momento sbagliato nel luogo sbagliato!
28 April, 2006, 5:26 pm
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