Conoscete Theodore Zeldin? Probabilmente no, come me fino a qualche giorno fa, oppure sì, e avete letto i suoi libri o articoli. Zeldin è un personaggio atipico e surreale che ha spostato il suo sguardo di storico dagli avvenimenti ai sentimenti.
Questo signore ha scritto una monumentale opera intitolata History of French Passions (5 volumi: Ambizione e Amore; Intelletto e Orgoglio; Gusto e Corruzione; Politica e Rabbia; Ansia e Ipocrisia ) e la ben più ambiziosa An Intimate History of Humanity (solo il titolo di uno dei capitoli, Perché c'è stato un maggior progresso in cucina che nel sesso, mi spingerebbe al suo acquisto).
Zeldin, le cui idee sarebbero tutte da approfondire, in una conferenza rivolta a un pubblico di designer, ha affermato, in quanto storico e filosofo, di essere più interessato ai fallimenti che ai successi.
Il che mi sembra una tesi decisamente interessante e si ricollega a un libretto da non perdere che si intitola La follia di Banvard.
L'autore, Paul Collins ha raccolto tredici biografie di uomini e donne (in realtà un sola donna) accomunati da un preciso tratto esistenziale: sono dei falliti.
Non dei semplici sfigati o sfortunati ma proprio eroi del fallimento di statura epica.
Persone che hanno riversato tutte le loro energie e la loro vita in progetti assurdi quanto ingenui, a volte anche conquistando onori e fama, per poi scomparire nel pubblico oblio o addirittura nella pazzia.
Collins guarda con affetto e ironia verso questi eroi della sconfitta facendoci apprezzare tutta la loro umanità: perché se è difficile paragonarsi a figure esemplari e irraggiungibili come santi, martiri o geni, è invece facilissimo immedesimarsi in dei perfetti perdenti.
Leggere il testo di Collins è stata una rivelazione.
Ho finalmente capito che, se mai scriverò un libro di architettura, avrà come titolo Vite de' più sfigati architetti, pittori, et scultori, da Dedalo insino a' tempi nostri.
Sono gradite segnalazioni e suggerimenti.
Un'approccio zeldiano all'architettura
27 April, 2007, 9:42 am
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