Il risultato di tale selezione è una lista di 100 studi professionali di tutti i continenti divisi in due fasi (del resto è meglio essere realistici e cercare di piazzare le prime 28 magioni per poi vedere se si riesce a d andare avanti).
La cosa che mi ha colpito di più, e che secondo me rivela molto dell'operazione, è la serie di fotografie degli architetti scelti. Diversamente dalle foto glamour a cui siamo abituati, sembrano tutti usciti da un campo di lavori forzati. Che non sia questo il vero piano: creare un campo di lavoro per i forzati dell'architettura mondiale? Del resto la Cina ha una certa tradizione in materia.

Altra considerazione, piuttosto scontata del resto: gli italiani, come al solito, brillano di una luminosa assenza.
