La scarpettona alla Rem©

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Tempo fa pensavo a come conquistare la fama immortale. Scartando il campo dell’architettura, dell’arte, della letteratura, tutti i possibili nobel, varie figuracce su youtube (già dato, grazie) sono arrivato alla conclusione che l’unico modo per acquistare fama imperitura è creare una ricetta.
Dopo la pasta all’Amatriciana, alla San Giuann, alla Puttanesca e alla Norma ecco a voi la Scarpettona alla Rem©.

Antefatto: a me piace molto la pasta asciutta col sugo, sia fresco che ragù, con un sacco di parmigiano o romano ma ancora di più mi piace fare la scarpetta alla fine del piatto per raccogliere quella gustosissima pappetta che si forma sul fondo.
Allora mi sono chiesto: perchè aspettare di finire tutto un piatto di pasta e non arrivare subito al sodo? Da qui la Scarpettona.

Ingredienti:
  • pane raffermo del tipo che è non è abbastanza duro per grattugiarlo e non abbastanza mollo da mangiare col salame;
  • formaggi vari a pasta filante, es. mozzarella avariata, galbanino prossimo a diventare gorgonzola, non ben identificate scorze di formaggi rimaste nelle retrovie del frigorifero e pronte a fare il balzo evolutivo a nuova forma di vita;
  • sugo di pomodoro avanzato da qualche giorno/settimana/mese (ma non andrei oltre, fondamentale che sia stato fatto con un abbondante, e sottolineo abbondante, soffritto di cipolla e aglio);
  • origano o basilico fresco (a seconda della stagione e di quello che avete in casa)

Preparazione
Mettete nel piatto le fette di pane, fate sciogliere i vari formaggi nel sugo scaldato e versate questa lava filante sul pane. Cospargete di origano/basilico e gustatevi la Scarpettona accompagnata da una lattina di birra del Lidl d’annata.

Variante chic: al posto delle vecchie croste di formaggio preparate una dadolata di mozzarella fior di latte, disponetela sul pane raffermo e cospargete di sugo. Completate con un filo d’olio e le foglie di basilico disposte con elevato gusto estetico, mi raccomando al gusto estetico.

Buon appetito.

(provatela e poi ditemi se non mi sono guadagnato il mio bel posticino nella storia culinaria al fianco del signor bechamell e della signora bagna cauda)



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