Sabato

Lo so, da qualche giorno siamo latitanti ma sabato e domenica siamo stati sempre in giro e da lunedì siamo rinchiusi a lavorare. Ma andiamo con ordine.
Sabato mattina siamo corsi alla Deitch Gallery per vedere l'installazione di Michael Gondry ispirata al suo nuovo film. La storia di Be kind rewind si basa sull'idea di poter reinterpretare a proprio modo i film di cassetta, ottenendo tra l'altro un inaspettato successo. L'installazione ricalca esattamente la stessa idea fornendo ai visitatori tutto l'occorrente per creare il proprio personale film.
Il grande spazio della galleria è stato suddiviso in una serie di set low-low budjet nei quali ambientare la sceneggiatura di propria invenzione. All'ingresso si viene forniti di videocamera e si ha accesso a un guardaroba e a vari oggetti funzionali alla storia. C'è, per esempio, la stanza della polizia che vista da un'altra angolazione diventa la sala d'aspetto per il dottore, un stanza da letto di cui si può cambiare la carta da parati, una sala da pranzo che all'occorrenza diventa ristorante. Il set davvero geniale è rappresentato dallo scompartimento di treno che ha come finestrino uno schermo che proietta un paesaggio in movimento. Una pulsantiera permette di scegliere tra quattro tipi di esterni: città notte/giorno e natura notte/giorno. Altrettanto geniale il set per creare riprese esterne in cui un nastro rotante con attaccate macchinine viene fatto scorrere a mano di fronte alla telecamera mentre dietro scorre un video sincronizzato con la velocità della manovella. C'è poi l'immancabile macchina sventrata per le riprese dei dialoghi in automobile e una finta scala mobile in cui la sensazione del movimento è data dallo scorrere alle spalle di un video. Anche in questo caso una manopola consente di scegliere il verso di salita o di discesa.

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All'ingresso, come nel film, ci si trova in un'improvvisata videoteca in cui al posto delle cassette blockbuster ci sono i filmini ideati e girati dai visitatori della mostra. Alcuni dei titoli memorabili sono La notte delle orse mannare lesbiche, Il fantasma del garage e il classico Salviamo il mondo dal riscaldamento globale. Mentre ci aggiravamo tra i set, incuriositi ma anche vergognosi di buttarci a capofitto in un personale adattamento de Il ventre dell'architetto, c'erano decine di ragazzini adrenalinici che urlavano e saltavano da un set all'altro mimando scene di sesso di gruppo e video di rapper sconosciuti, altro che noi vecchi e finti intellettuali da strapazzo.
Usciti dalla galleria ci siamo fatti una passeggiata a Lower Manhattan. Prima sosta per vedere il famoso Century 21 Department Store, che andrebbe ribattezzato il 21th girone infernale dello shopping selvaggio.

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Scampati a orde di compratori impazziti, ci siamo diretti alla stazione dei ferryboat per Staten Island. L'idea era di fare un giro per vedere l'isola dal ferry, idea subito smorzata dalla calca incredibile.

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Risalendo per Broadway diamo un'occhiata a un anonimo Jean Nouvel.

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Di ritorno verso Greenwich Village abbiamo fatto una deviazione per vedere 40 Bond Str., l'ultima realizzazione di Herzog e de Meuron nella grande mela. Si tratta di un condominio extralusso che colpisce per la sua estetica da cioccolatino rivestito di carta stagnola dai rilessi verdi, insomma un mega aftereight, per capirci. Tutta la struttura cromata, dall'andamento asimmetrico, è rivestita da superfici di vetro verde smeraldo, le pareti del piano terra, invece, sono tamponate da lastre di metallo con motivi decorativi irregolari a sbalzo. Per finire, le cancellate che proteggono gli ingressi dei piani terra sembrano ghirigori di glassa. Decisamente un progetto difficile da definire come sobrio e minimalista.

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