NO!DESIGN restyling

Questo fine settimana l’ho passato quasi interamente a rielaborare l’immagine della mia bicicletta.
La decisione di spendere il tempo a smontare, scartavetrare, raschiare e poi spruzzare è nata tutta da un’illuminazione.
Tadao ed io eravamo a una conferenza in cui, a un certo punto, venivano fatte vedere le immagini di un’installazione artistica che consisteva in una serie di vecchie bici colorate di tinte fluo che scorrazzavano come fantasmi per una città olandese. È stato allora che ho deciso: “Anch’io voglio la bici fosforescente”.
Ammetto che il risultato di tanto lavoro sia una vera schifezza: il colore, lungi dall’essere uniforme e compatto, ricorda lo stucco veneziano, insomma ha un’effetto marmorizzato non voluto che conferisce quel tocco estremamente personale al colore.
La pittura con le bombolette, poi, è stata piuttosto difficoltosa, causa forti raffiche di vento e generale inesperienza, e ha avuto pesanti effetti collaterali consistenti in nuance e striature arancio fluo su:
  1. 5/4 di terrazzo (1/4 ha conservato il colore originario grazie all’unico foglio di giornale usato come protezione).
  2. Lato del tavolino da esterno (precedentemente) bianco.
  3. Ginocchio sinistro.
Per non parlare della difficoltà di rimontare la bici. Alla fine mi sono ritrovato con alcuni bulloni in più e la ruota davanti traballante (ho scoperto che il sistema per far girare la ruota davanti è complicatissimo, ci sono circa 12 bulloni, dadi e oggetti non identificati  che devono essere stretti/allentati con precisione chirurgica sennò la ruota non gira per niente).
Quando sono andato dal meccanico per farmela sistemare, la sua reazione è stata quella di coprirsi gli occhi inorridito: “Beh, qualcosa da ridire sul colore?” gli ho fatto minaccioso. Non ha obiettato nulla e alla fine non si è fatto nemmeno pagare.

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