Mettendo da parte i musei (a proposito dei quali potrei raccontarvi la mia personale esperienza vissuta durante la giornata dei musei aperti, ma andrei qui troppo per le lunghe) vorrei parlare delle opere d'arte che adornano le strade della ridente cittadina adriatica la quale, anche se non ha piste ciclabili degne di questo nome, ha un arredo e una cura del verde che farebbero sembrare lussureggiante anche il deserto del gobi, una pulizia e attenzione ai dettagli tipiche di una bidonville sudamericana, tuttavia ha stele commemorative, cippi, colonne infami, targhe, basso e altorilievi, busti e monumenti ad ogni angolo di strada.
Immagino che tanta ansia celebrativa e retorica derivi dal dna dannunziano che la città vuole a tutti i costi esibire (apro una parentesi, ma qui mi impegno a parlare prima o poi del logo di "Pescara città d'annunziana", roba da brividi... ) oppure dal sottofondo demagogico degli amministratori pubblici che preferiscono un stele di rosetta firmata e datata all'anonimo rifacimento del manto stradale.
Fatto sta che Pescara ha l'ennesimo monumento (qualcuno che legge, magari potrebbe un giorno decidere di rilevare su una mappa questa serie di inenarrabili orrori scultorei, così da creare un tour tematico per turisti masochisti) solo che non si capisce mica cosa rappresenti. E non parlo di un'opera astratta o concettuale, il problema sta proprio nel fatto che ricorda molte, troppe, cose contemporaneamente.
Da un rapido sondaggio queste sono le ipotesi:
1. monumento al kebab (giustificato dalla vicinanza di un maleodorante esercizio commerciale, forse lo sponsor? )
2. monumento alle risme di carta.
3. monumento alla parmigiana
4. (il mio preferito) monumento alla lasagna.
Sono aperti i commenti ad altre e più suggestive ipotesi.
