A volte serve...

La mia insegnante di inglese delle scuole medie, alta come un puffo e severa fino a far sembrare Margaret Hilda Thatcher graziosa e servizievole come una geisha o una suorina da corsia d'ospedale, non consentiva l'accesso in aula agli studenti che indossando una qualunque t-shirt, felpa o giubotto con scritte in inglese non le sapessero recitare tutto il significato in italiano dell'indumento. Inutile dire che il monocromo per tre lunghi anni ha imperato nella classe. A volte i più creativi si concedevano un quadrettato o qualche bicromia. Oggi, a distanza di vent'anni, mi è tornata in mente quella piccola donnina che urlava imitando, anni prima che uscisse sul grande schermo, il condottiero degli orchi de "il Signore degli Anelli" che incita alla carica il proprio esercito: tra i banchi alla messa domenicale vedo una ragazza al posto davanti al mio che indossa, con evidente ingenuità, una felpa nel cui "prospetto posteriore" (qualcuno direbbe "tra le spalle"...) si leggeva "I AM A WOMAN, I'M NOT A SAINT", come l'omonima canzone cantata da Rosanna Fratello (1971, E.Sciorilli-A.Testa, Ed. Mascotte/Universal/Ariston), precedentemente offerta ma rifiutata da Gigliola Cinquetti e Iva Zanicchi. Se la signorina avesse avuto la mia insegnante di inglese, probabilmente, avrebbe scelto diversamente dal proprio guardaroba, stamattina... A volte la severità serve...


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