
Ogni tanto, mentre vediamo un film spunta fuori l'architetto di turno.
Questa volta l'architetto spunta all'improvviso nella commedia I love you man, commedia definita sulla locandina come "One of the funniest comedy of the decade". Cazzate. Non fatevi ingannare, non fatevi portare a vedere uno dei film più noiosi, inconcludenti e pieni di luoghi comuni non dell'ultima decade, non del secolo, direi almeno del millennio.
La storia: il protagonista, il nome non lo voglio ricordare, sto cercando di rimuovere, è un tipo bello (ma non bello e maledetto, direi bello e rassicurante come un paio di mutande comode con l'elastico un po' floscio, per intenderci) sensibile, intelligente, perfetto, premuroso verso la propria ragazza che adora (ovviamente è fantascienza, ma essendo il target il pubblico femminile, loro non se ne accorgeranno nemmeno se avesse un incarnato violaceo e parlasse klingoniano) ma ha un problema: no, non è gay, altrimenti staremmo vedendo In & out, ma ha un blocco psicologico gravissimo per la mentalità femminile, ovvero non ha un amico del cuore. Cioè non ha un amichetto dei giochi, un compagnuccio di merende.
Badate bene, il protagonista vive benissimo la sua vita ma per quella martellatrice di maroni della ragazza è troppo strano che non abbia un amico del cuore che gli faccia da testimone il giorno delle nozze. Così lui, da perfetto zerbino, si da da fare a cercarne uno, tipo annunci su internet, e dopo vari tentativi ne trova uno col quale entra in sintonia perfetta (e qui è chiaro che uno sceneggiatore sano di mente lo avrebbe fatto subito trasferire dall'amico lasciando quella ioja della fidanzata a tappare i fine settimana di pioggia) ma poi, come nella peggiore delle commedie romantiche, litigano, ci sono incomprensioni, delusioni e alla fine, a 30 secondi dai titoli di coda, si riappacificano. Il tutto tra battute e dialoghi che non hanno il ben chè minimo rispetto per l'intelligenza degli spettatori.
In questa commedia, così "sofisticata e per niente stereotipata" solo perché affronta il tema sommerso dell'amicizia maschile (tradotto: quello che le donne si immaginano debba essere l'amicizia maschile, cioè muoversi come epilettici che cercano di suonare una chitarra invisibile, parlare di masturbazione e vomitare birra come geiser) "stranamente" l'architetto è il gay aspirante amico n. 2.
Nella foto, l'architetto non è quello di spalle.
