«In tutta Europa una generazione che si sente tradita. E va in piazza» di Roberto Ciccarelli (pubblicato su IlManifesto del 29.03.2009)" />
"Già nel 2006, un rapporto Eurostat rivelava che il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni si era attestato in questi paesi intorno al 23 per cento. Ne è seguito un drastico allungamento del periodo di formazione ed una massificazione di impieghi al ribasso, come ha rivelato la recente inchiesta Almalaurea in Italia. Il risultato, osserva Isabelle Sommier, direttrice del Centre de recherches en sciences politiques della Sorbona, «è un diffuso sentimento di tradimento. Esiste in Europa un'intera generazione che si sente vittima di una promessa non mantenuta quando gli viene proposto un lavoro senza rapporto con la propria formazione». [...]
«La disillusione è tanto più forte in quei paesi, come la Francia e l'Italia - dice - che hanno vissuto in pochi anni un salto tra la generazione dei genitori e quella dei figli iper-alfabetizzati. Questa generazione sente di avere perso l'indipendenza che i genitori hanno attribuito al sapere gratuito».
Mi viene in mente che anch'io sono uno di quei figli "iper-alfabetizzati", forse "iper" no, ma diciamo "abbondantemente" alfabetizzato e che una sera di un annetto fa ho incontrato una mia omologa a una cena all'aperto. Questa ragazza, di cui non ricordo il nome, era decisamente iper-alfabetizzata: laurea in scienze politiche, master in relazioni internazionali, stage al ministero degli esteri e in varie organizzazioni ecc. ecc. e mi stava raccontando che stava cercando con tutte le forze di aprire un asilo nido condominiale. Il suo progetto non era motivato dall'amore per gli infanti ma dall'esigenza di trovare uno sfogo lavorativo sufficientemente remunerato che non fosse un call center. Perchè lei, terminati stage e tirocini gratuiti, era arrivata al punto di mollare l'idea di lavorare nel settore in cui aveva una "iper-specializzazione" e guardava con invidia a parrucchiere, estetiste e badanti che avevano prospettive lavorative ben più rosee delle sue.
Mentre teneva in mano un bicchiere di aranciata calda mi diceva con la foga tipica di una sindacalista metalmeccanica quale non era: "Rivoglio indietro gli anni passati a studiare. Perchè nessuno mi ha avvisato che era tutto inutile?"
Se questa è la sensazione di noi "inutilmente-iper-alfabetizzati" di 30-40 anni, cosa dobbiamo dire a chi si iscrive oggi nelle nostre università?
inutilmente-iper-alfabetizzati
2 April, 2009, 12:01 am
by Rem
in Chiacchiere al bar
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