Capita

Non so se succeda in altre facoltà, ma nella nostra si. Mi riferisco all’incredibile strapotere del custode. Se dovessimo disegnare l’organigramma del personale universitario in cima alla piramide troveremmo il custode, seguito a ruota dal suo cane e poi, ma staccati di un pezzo, preside, direttori di dipartimento e docenti vari di ogni ordine e grado fino ad arrivare in fondo alle macchinette del caffè, ultime dopo le fotocopiatrici. Capita così di beccarsi un sonoro cazziatone perché si è finita la lezione alle 20.05 invece che alle 20.00, essere compatito dalle donne delle pulizie (“ti è andata bene, non ha bestemmiato né picchiato, ma la prossima volta…”), essere commiserato dalla vice-custoda (“mi dispiace per te, ma preparati perché ora che esci non so cosa ti può succedere”) e , infine, essere costretto a tornare sotto la pioggia a casa senza cappotto e ombrello perché lasciati su in dipartimento ormai sbarrato e buio. Capita.


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