Inserendo la figura di Albert Speer all'interno della sezione Architetti in libreria so di commettere una forzatura. Il brano che riporto di seguito è tratto da Le Benevole di Jonathan Littell, uno dei libri più duri e ossessivi che abbia letto. Il libro narra, in prima persona, le vicende di Max Aue, ufficiale delle SS poi rifugiato in Francia sotto falso nome a vivere come comune imprenditore di una fabbrica di merletti. Max Aue descrive l'"architetto Speer" quando è già diventato "ministro agli armamenti e alla produzione bellica", un ruolo decisivo all'interno del Reich e della sua politica belligerante successiva al '42.
La cosa che colpisce in Speer, più volte sottolineata nel libro, è la sua straordinaria efficienza di manager, efficienza che già aveva dimostrato come architetto di regime e che poi, dopo l'improvvisa e misteriosa morte di Fritz Todt, gli valse la nomina di Ministro del Reich senza che, in precedenza, avesse mai avuto esperienze nel campo della produzione industriale. Un "architetto" efficiente, con grandi capacità organizzative, amorale, pronto a reclutare nelle proprie industrie prigionieri-schiavi pur di raggiungere gli obiettivi di produzione.
"Il Reichminister Speer arrivò un po’ in ritardo.
[ more.. ]
