Ne ha sentito parlare l'architetto Alejandro Aravena, per via di una loro curiosa invenzione: una cinghia con cui si avvolgono le ginocchia al petto quando sono seduti per terra. Si tratta di un concept per uno schienale nato nella notte dei tempi. L'Aravena si è fatto campeggiatore e, complice la Vitra, si è dedicato all'indagine dei bisogni primordiali dell'essere umano, quelle necessità mai mutate come accomodarsi dove capita capita.
Nasce così Chairless: una cinghia con cui avvolgersi le ginocchia al petto quando si è seduti per terra.

Ma allora che differenza c'è tra una Chairless occidentale di ultima generazione e una corda sbrindellata del popolo Ayoreo? Nessuna, per quanto riguarda la funzione e l'utilizzo. L'Aravena ha attinto dalla sapienza dell'universo e dai segni che madre natura manda continuamente su questo pianeta. Di suo, ha ingegnerizzato la corda con fibbia, il tessuto sintetico e il passante regolabile à la mode del 2010 ed ecco il dispositivo perfetto del "nomade moderno", la sedia senza sedia.
Guardiamo l'umanità che ha inviato la sua foto con la Chairless e rivolgiamo la nostra preghiera agli spiriti dei nostri avi: o spirito della sedia pieghevole, fa che domani non piova e che mi passi questo tremendo dolore al coccige, cosi che io possa usare Chairless per unire i giornali in un unico rotolo e raggiungere presto un'area pic nic.
La battaglia degli Ayoreo per il diritto a sussistere come tribù è ancora in corso, per chi si fosse dimenticato del design per cause più serie, c'è Survival. Vitra si ricorda dei suoi designer e supporta la Foundation for Paraguayan Indian Communities con parte dei proventi delle vendite. Dev'essere per questa opera di bene che il primo lotto in vendita sul sito è già esaurito. In attesa del riassortimento, chi volesse provare dovrà cercarsi in soffitta la tracolla di un vecchio borsone.
