"Guardò dall'alto di un pendio, aggrottando gli occhi per il troppo sole, alla vasta distesa di fabbricati spuntati tutti insieme, come un campo ben tenuto, dalla terra marrone opaca; e Oedipa pensò a quella volta che aveva aperto una radio a transistor per cambiare una pila e s'era incontrata nel suo primo circuito stampato. L'ordinato vortice di case e strade, viste da quella altezza, le saltava agli occhi con la stessa insospettata e stupefacente chiarezza del circuito stampato. Quantunque di radio se ne intendesse anche meno che dei californiani del sud, i due schemi presentavano un senso e un geroglifico di significati riposti, una intenzione di comunicare."
Thomas Pinchon, L'incanto del lotto 49, Bompiani 1968, p. 22
