Come da tradizione (alla quale più di una volta ho tentato di sottrarmi senza successo) il Lunedì dell'Angelo deve essere trascorso fuori porta. In qualunque condizione metereologica.
Quest'anno è andata bene: nuvoloso ma non freddo e niente pioggia.
Due anni fa, invece, c'era una leggera pioggerellina, che un compagno di viaggio commentò con the last famous words...: "bhè... visto che qui è brutto se ci allontaniamo non può che migliorare"
Sinceramente non ho ancora capito come ha fatto a convincerci, ma per quella frase abbiamo preso l'autostrada fin nell'entroterra marchigiano, ... verso un diluvio durato fino al pomeriggio. Tornati a Pescara, c'era il sole...
Vabbè, torniamo alla cronaca.
Ieri, viste le previsioni meteo in tv, abbiamo preferito prenotare una tavolata per 24 in un agriturismo. Un delegato dal gruppo ha effettuato la ricerca con mezzi cartacei e informatici, trovando un posto dal nome emblematico: "Lu Furmagge" o qualcosa di simile. La breve descrizione su internet diceva "casolare ottocentesto immerso nel bosco...". tutti pensiamo "bene! sarà certamente un bel posto..."
Arriviamo (quasi) in orario con la prenotazione, e già il parcheggio presentava qualche indizio: uno spiazzo in terra con i segni freschi dei cingoli, davanti un pagliaio con tante galline che dovevi stare attento a non pestarle. Penso "vabbhè, la cascina ottocentesca sarà sul retro..."
Entriamo in una casa con alcune pareti ancora al grezzo, tutte le altre orodavano ancora o di intonaco o di vernice, con tavoli dappertutto: nel porticato, nell'ingresso, nel corridoio.
A noi spetta una stanza che ha tutta l'aria e, avendo letto di recente alcuni studi di Alexander Klein al Bauhaus, la proporzione e la distribuzione di una camera dei bambini.
Infatti a portare i piatti a tavola è Leonardo, un bambino di 10 anni.
Secondo me, una volta riassettato tutto, quella potrebbe essere la sua cameretta.
Quando, a fine pranzo, abbiamo chiesto al proprietario dove fosse il casolare della foto presa in internet, indicandogliela sulla stampa che avevamo con noi, l'interrogato ha allargato le braccia, sollevando un poco le spalle e sporgendo leggermente il labbro inferiore, senza dire nulla.
Nel pomeriggio abbiamo fatto un lungo giro in auto nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: partendo da Castelli siamo passati per Rigopiano, per l'altipiano di Campo Imperatore (tutto innevato... stupendo), Calascio e Rocca Calascio, fino Santo Stefano di Sessanio, il borgo più finto che io abbia mai visto (anche se il panorama dalla torre è davvero mozzafiato), e poi nuovamente Calascio e Rocca Calascio, Capestrano, Bussi, Tocco da Casauria, dove abbiamo preso l'A24 per tornare a casa.
Il valore paesaggistico del persorso è davvero notevole. Lo consiglio a tutti.
L'agriturismo no.

