Usciamo la mattina con l'intenzione di andare a vedere il negozio di Comme des garcon dei Future system. Peccato che sia chiuso. Continuiamo verso l'Hudson e arriviamo di fronte all'edificio di Ghery. Ci piace con i suoi vetri serigrafati sfumati anche se a guardarlo da lontano sembra un enorme mont blanc (per intenderci non il monte ma il dolce alle castagne con copertura di panna montata).

Facciamo retro front, rapida fermata a casa e poi una puntatina al Liz Christie Community Garden sulla Houston St.: si tratta di uno dei primissimi giardini creati da cittadini sua aree abbandonati, un esempio di azione politica ed ecologista nella autogestione degli spazi pubblici. Per il pranzo andiamo a mangiare a Chinatown nel più lurido ristorante che abbia mai visto. In compenso le porzioni sono da minatore e il prezzo più che economico. Ritorniamo verso nord sulla Bowery destinazione the New Museum. Tralasciando la mostra dal titolo Unmonumental che definiremmo “unnecessary” nonché “uneconomic” ci aggiriamo per le scarne sale che, come scatole, sono impilate una sull'altra. Ogni piano ospita una sola sala e l'accesso è garantito da semplici scale di servizio e da due ascensori che si affacciano senza filtri sugli spazi espositivi. Durante i giri ci imbattiamo in colui il quale fino adesso ci ha ripagato di tutto il viaggio, un divo del piccolo schermo nonché personale e grandissimo maestro di vita, sto parlando di Randy, il fratello di Earl (l'attore Ethan Suplee).

Vederlo dal vivo è stato incredibile, tanto più che l'attore è identico al personaggio, cioè non è che nel telefilm si sforzino troppo di vestirlo e truccarlo, è proprio così al naturale. Dimenticavo, con lui a vedere la mostra c'era Leonardo Di Caprio, ma è un particolare secondario.
Ancora sotto shock per l'incontro continuiamo a passeggiare fino ad arrivare al Pearl River, una specie di Standa orientale dove si può trovare il meglio/peggio mondiale della paccottiglia kitsch cinese. Dopo aver vagato tra migliaia di modelli di bacchette, lucerne di carta, pupazzetti semoventi e budda portafortuna ci siamo goduti una tazza di the in una saletta che si affaccia sugli scaffali stracolmi e sta alla stessa altezza di un enorme drago cinese appeso al soffitto e lungo quanto tutto il negozio.

Per oggi basta, domani ci attende la parata di San Patrizio.
