Sabato pomeriggio a Chelsea

Sabato pomeriggio a New York, che si fa? Shopping? Nooo, si fa "Gallering" ovvero la visita compulsivo-ossessiva al maggior numero di gallerie d'arte possibile. Guidati da K. e A. veniamo portati a Chelsea dove si trovano concentrate un numero incredibile di gallerie d'arte. é una specie di museo d'arte diffuso, di distretto commerciale dell'arte che non ha niente da invidiare ai musei più blasonati. Spesso ospitate in ex spazi industriali, garage e fabbriche dismesse, queste gallerie sono interessanti architettonicamente quanto le opere che espongono.
Siccome le cose viste sono davvero molte, questa è una rapida sintesi della gita pomeridiana.
1. Diana Cooper, @ Postmasters (bella l'installazione a righe gialle e arancioni);
2. Marcel Dzama, @ David Zwirner (inquietante; bello il cortometraggio musicato da un pianista in sala);
3. Subodh Gupta @ Shainman

4. galleria di cui non ricordo il nome ma che aveva una copertura in legno incredibile;
5. galleria di cui non ricordo il nome dove c'era questo
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6. Meg Webster, @ Cooper;
7. le collettive BRAINWAVE: Common Senses e SEA (Social-Environmental Aesthetics) presso la Exit Art Image Per chiudere siamo passati a vedere il nuovo New York Times di Renzo Piano: da fuori non è esaltante nè particolarmente raffinato. Bella la lobby al piano terra con il giardino interno e l'auditorium a vista, da non perdere installazione Moveable Type di Ben Rubin e Mark Hansen
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Stremati ci siamo fermati a rifocillarci in un sushi bar al Village. Per la cronaca: una cena per due a base di porzioni più che abbondanti di Californa Maki, Sashimi vari, the a volontà e gelato costa, tutto compreso, circa 36 dollari, ovvero 23 euro.



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