Narra la leggenda che L. e A. durante un programma di scambi enogastronomici dal titolo “Italia-Giappone. Arrosticini e Sushi a confronto” si trovano a Tokyo ad un buffet promosso dalla Locanda di Joz. Tra i numerosi partecipanti c’è il nostro Toxo che, dopo i terzo piatto di tajerille con le cotiche, arso da una sete implacabile, cerca disperatamente qualcosa da bere.
Non sapendo una parola di italiano o di inglese, trova un pezzo di carta e inizia a disegnare l’oggetto del suo desiderio: un bicchiere di vino, non importa se bianco, rosso o rosè. Anche l’acqua va bene, purchè fresca e con tante bollicine.
L. e A., che intanto stanno osservando la scena, cercano di soccorrere Toxo, il quale porge incautamente loro il foglietto.
- “Ma è geniale, è fantastico, è un’opera poetica e ironica allo stesso tempo, solo un maestro come lei poteva partorire un’idea così sopraffina e sagace, un’opera in cui trovano compiutamente espressione le tensioni e i dinamismi latenti nella attuale società dei flussi immateriali”, dice A.
- “Mi associo pienamente! La nostra città sarà lieta ed onorata di pregiarsi di cotanto monumento. E anche se piazze, piazzette, marciapiedi e parcheggi per auto, biciclette e carrozzine sono ormai stati appaltati ai migliori designers mondiali, sono sicuro che troveremo il luogo adatto ad ospitare questa eccelsa rivelazione di una delle firme più importanti del panorama architettonico mondiale”, incalza L. mentre infila nella tasca della giacca il foglio di carta.
Toxo, che ovviamente non ha capito niente, sorride, annuisce e cerca una via di fuga verso il piatto più vicino di sagne e fagioli, ignaro di aver contribuito alla sfolgorante rinascita cultural-architettonica di Pescara.
Il resto, è storia.
La vera storia del progetto di Toxo Ito per Pescara
14 October, 2005, 7:36 pm
by Rem
in Chiacchiere al bar
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