
Leggendo i commenti al post precedente mi sono venute in mente alcune considerazioni. Tra i “fiori, frutta e città” che piacerebbe conoscere sono pressoché assenti gli architetti (o quasi, ma l’unica presenza è passata inosservata, anzi, a chi la scova metto in palio un caffè con fetta di torta). La qual cosa, se è legittima in un blog generalista, lo è un po’ meno in uno frequentato da molti architetti. Mi chiedo: se uno fa il calciatore ha i suoi idoli in calzettoni e mutandoni, se uno è un pittore vorrebbe conoscere, chessò, Raffaello, Mondrian o Teomondo Scrofalo.
Ma, allora, perché come architetti non ci interessano gli altri architetti? In vita mia, sono andato a conoscere un architetto -per l’esattezza costui- solo perché spinto dall’esigenza di chiudere la tesi, ma, in generale, non mi interessano gli architetti famosi. Primo, per invidia (è ovvio), secondo perché mi sono costruito l’idea che un architetto per essere veramente affermato non debba essere bravo, talentuoso o geniale, ma semplicemente e fondamentalmente SQUALO, e a me gli squali non piacciono mica tanto. Un architetto di grido, nella mia modesta opinione, deve possedere tutte le qualità di questo animale marino: deve essere predatore, vorace, spietato, freddo, amorale, insaziabile e anche un po’ strafottente, della serie “se esisti è solo perché ho fatto colazione da poco”.
Anzi, mi viene in mente che all’università, invece di corsi come Illuminotecnica, arte dei giardini o statica, dovrebbero attivare questa fondamentale materia: fondamenti e applicazioni di squalosità. Ecco alcuni argomenti d’esame: caccia al cliente, oliazione di assessore, sfruttamento di stagista, riciclaggio di progetto ecc. ecc..
Ma torniamo alla questione principale. Dopo aver tanto ponderato sono giunto alla conclusione che, in quanto architetto, è giusto e sacrosanto non voler conoscere architetti: sono i committenti che mi interessano. E a tal riguardo, ecco la mia personale lista:
1. un faraone qualsiasi, purché nel contratto ci sia una clausola che specifichi che non devo essere seppellito con lui e che posso mettere il progetto su Europaconcorsi.
2. Paul Ghetty, visto la mondezza che ha fatto costruire a Meier.
3. Guggenheim, perché se non hai fatto almeno un museo oggi non sei nessuno.
4. il sindaco di una futura megalopoli cinese perché dopo Lecorbu e Nimeyer anch’io voglio firmare una città di nuova fondazione odiata da tutti i suoi abitanti ma adorata da tutti i fotografi del mondo.
5. il sindaco di Pescara, perché tutti, ma proprio tutti, hanno il diritto di progettare “15 metri di marciapiede in betonella bicroma”.
6. Dio, perché mi piacerebbe fare un bel restyling al mondo, niente di radicale, intendiamoci, giusto una mano di colore lì, un pezzo di design là, un tappeto etnico qui…
