Sindrome di Mac


La sindrome di Mac è una malattia alquanto diffusa e, pare, anche in crescita. Attacca indifferentemente uomini e donne in particolare nella fascia d’età compresa tra i 12 e i 60 anni. Per aiutarvi a individuarla e curarla questi sono i sintomi più evidenti:

1. Forti sbalzi d’umore.
Esempio #1:
“Fantastico!!! Non ci posso credere!!! Front Row è già installato di default. Ma ti rendi conto?”
“Veramente?!?!?. È incredibile. Ma cos’è Front Row?”
Esempio #2:
“Cosa c’è, perché stai giù?”.
“È che ho letto su un forum che alcuni che avevano ordinato il macbook a gennaio ancora non lo hanno ricevuto. Come faccio adesso?”

2. Atteggiamenti ossessivo-compulsivi
Esempio #1:
“Pronto, ciao, sono io, no, è che volevo  sapere se hai notizie della spedizione. Si lo so che è la quarta volta che chiamo ma volevo sapere se c’erano novità. Si, lo so che il tribunale ha emesso un’ordinanza che vieta di avvicinarmi al negozio a meno di 200 metri e che non devo più chiamarti di notte, ma sai volevo solo avere notizie. Va bene, aspetto una tua chiamata. Ok ciao, si ciao, si mi sto curando. Si ciao, ciao.”

3. Paranoia e senso di appartenenza a una setta ristretta
Esempio #1:
LORO hanno i virus. NOI non crashiamo mai.
LORO sono impuri. NOI siamo perfetti.
LORO devono configurare tutto. NOI non dobbiamo fare niente.
LUI pensa a noi e ci vuole bene. Per LORO è solo una macchina.
Esempio #2:
“Pronto, ciao. Sono io. Volevo sapere tu quanto hai aspettato dal pagamento alla consegna? E quando è arrivato cosa hai provato? Com’era la scatola? La conservi e la guardi ogni tanto? Si ti capisco. E ora che sta facendo? È in stand by? Ed è silenzioso? Come ti invidio. No, non ti preoccupare. Si sto piangendo. Ma sai, in questo momento sono molto sensibile. Basta poco per farmi crollare. Sento di essere di fronte a un passo importante della mia vita e sono tante le preoccupazioni: se sarà senza difetti, senza pixel bruciati, se sarò in grado di farlo sentire a suo agio, se gli vorrò sempre bene oppure mi lascerò attrarre da nuovi modelli più prestanti. Sono tanti i pensieri…”




Serata raminga

Ieri sera i raminghi si sono esibiti all’Orange rock cafè con uno spettacolo sul tema della “birra”. Serata goliardica all’insegna di improvvisazioni, sketch, siparietti alla ruota della fortuna, ricchi premi e cotillons. Il pubblico o era di parte, amici e fan dell’eterogeneo gruppetto, o era assolutamente indifferente. Essendo poi il palco in un punto di passaggio del locale, non si capiva se chi passava facesse parte della messa in scena o semplicemente andasse al bagno. Poco importa, funzionava lo stesso.
Mentre si alternavano i siparietti “alla zelig”, i racconti onirici e gli aneddoti di vita ospedaliera mi chiedevo se questa compagine eterogenea, come una boyband che si rispetti, partorirà mai una qualche carriera solista sfolgorante. Me lo auguro.
Come Jack Frusciante per Red Hot Chili Peppers, Robbie Williams per i Take That, o Peter Gabriel per i Pink Floyd Genesis, chi sarà il primo a prendere coraggio e a sfidare il pubblico senza lo scudo della goliardia, del divertimento e dell’improvvisazione?


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