Critical mass tour

Avevo già sentito parlare di critical mass ma non avevo mai partecipato a una passeggiata “critica” fino a ieri sera. In una quindicina di avventurosi abbiamo percorso strade più o meno trafficate della città collezionando una discreta quantità di insulti e parolacce.
La passeggiata è iniziata da piazza Unione: abbiamo percorso un pezzo della pista ciclabile fantasma che costeggia il fiume, ci siamo arrampicati sul ponte di legno che attraversa il Pescara (cosa che non avevo mai fatto prima in quanto fuori dai miei soliti spostamenti cittadini), abbiamo fatto il giro più volte della rotonda vicino all’ospedale bloccando il traffico per qualche minuto prima di spostarci verso il centro.

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Dopo aver percorso in entrambi i sensi la riviera abbiamo fatto sosta ristoratrice presso il melonaro. Poi, di nuovo sulla riviera, digressione sulla strada parco con scampanellata furiosa sotto casa dell’assessore al traffico e, infine, ritorno al centro storico.

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Parrebbe una serata rilassante e piacevole, e lo anche stata, se non fosse per gli insulti degli automobilisti resi impazienti, diciamo “critici”, dal rallentamento del traffico, (come se giornalmente non lo subissimo, ma si sa una cosa è rimanere imbottigliati nel traffico causa eccessivo numero di vetture inutili e un’altra è essere rallentati da un corteo di biciclette), le sgommate alla fast&furious delle macchine che cercavano in tutti modi di superare il corteo, i clacson impazziti dei frequentatori dei vari stabilimenti vips della riviera, ansiosi di arrivare e stazionare davanti all’ingresso del locale di turno.
Al di là delle incazzature e dello sbigottimento degli automobilisti, fondamentalmente ignari di cosa stesse succedendo, le reazioni più divertenti erano quelle dei passanti che chiedevano informazioni o applaudivano e incitavano come se si trovassero di fronte a una inaspettata tappa del giro.

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Non so quanto sia efficace come sistema di denuncia, né quanto possa stimolare un confronto sereno e partecipato sulla riorganizzazione del sistema degli spostamenti nella città, ma la serata di ieri sera ha avuto per me due momenti sublimi: il primo, quando sulla strada parco procedevamo in corteo con il sottofondo di musica classica di uno stereo legato sul portapacchi di una bici e sembrava di essere nella scena di un film di Pasolini o di Kubrick; il secondo, quando ho scoperto tra i ciclisti “critici” l’ignaro sosia di Earl Hickey (alias Jason Lee ) e l’ho costretto a mettersi in posa per le foto di rito.

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Per chi volesse, qui può vedere altre foto della serata.



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