L'asse del male secondo Willem-Jan Neutelings

Image Ecco un estratto di una intervista rilasciata da Willem-Jan Neutelings a Michiel van Raaij.
La traduzione, pessima, è mia, ma se volete continuare la lettura potete trovare il resto qui.
p.s. La giacca indossata da Willem nella fotografia che accompagna l'intervista è fatta con una stoffa identica al pantalone del mio pigiama (brivido personale di orgoglio).

“L'asse Columbia – AA – Berlage Institute è l'asse del male” dice ridendo Willem-Jan Neutelings.
Poi di nuovo serio: “Per dieci anni le scuole di architettura americane, in combinazione con una coppia di scuole dell'Europa occidentale, hanno promosso l'idea che nuovi strumenti facciano nascere una nuova architettura. Penso che sia male che questo venga detto ai giovani, perché i giovani non comprendono più come funziona l'architettura, e ciò sta peggiorando sempre di più. Nessuno scrittore direbbe che, siccome ora i libri sono scritti al computer, abbiamo una nuova letteratura. Ma questo è ciò che gli architetti affermano.”
“Il museo Mercedes-Benz è un edificio di cui si potrebbe dire che è così per lo studio dei flussi del pubblico, o perchè i computer lo hanno disegnato, o perchè i filosofi francesi lo hanno pensato in quel modo. Ma si potrebbe anche dire che ha preso forma perché Ben a un certo punto ha disegnato un bello schizzo a carboncino. Tutto questo non è importante!”
“Queste sono tutte interpretazioni per inserirsi nel dibattito contemporaneo, ma l'essenza è che Ben van Berkel è semplicemente un architetto Beaux-Arts, perchè adopera gli strumenti dell'architettura incredibilmente bene. Noi tutti usiamo un insieme molto antico di strumenti, nel senso che il progetto di un edificio è guidato dalla composizione, dalla tettonica,  da “partie and pochet”, dalla organizzazione strutturale, dal rapporto luce e ombra, dalla perizia materiale, tutte quelle materie che compongono le classiche, vecchie di 5000 anni, metodologie per progettare l'architettura.”
“Stiamo ora pensando di creare una scuola, nello studio, in cui invitare vecchi insegnanti per spiegare teoria del colore, composizione o prospettiva, perché nessuno le conosce più. Hanno tutti conoscenze completamente inutili per fare architettura.”



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