Mercoledì serata di presentazione dell’ultimo numero della rivista Mente locale.
Bella serata, memorabile. Ma non per il bel concerto degli Iver & the Driver (lo fanno apposta a finire i pezzi esattamente quando ti iniziano a piacere? ); non per gli “squisitissimi” dolcetti di MM; non per i monologhi del prim’attore (per il quale ci sarebbero voluti i sottotitoli); non per le insistenti battutte sui calvi (sono calvo e come tutti i calvi, non trovo per niente divertenti le battute sui calvi a meno che non le faccia io stesso); non per gli ospiti scomparsi né per per quelli presenti.
Niente di tutto questo. La serata rimarrà indimenticabile per un solo particolare: il vestito della presentatrice.
Dal basso verso l’alto: sandalo nero, tatuaggio sulla caviglia sinistra, fuseaux nero, toppino (non so come si chiama, mi manca il lessico sartoriale) nero, bolerino di pelo di furby fucsia, ma, soprattutto - il particolare indelebile - un indumento ibrido a metà strada tra un pantaloncino nero e una gonna fucsia.
Questo capo era esattamente e letteralmente l’accoppiata di queste due metà di indumenti unite per l’asse di simmetria verticale della bella ragazza.
Il risultato, ancorchè stravagante, era piuttosto imbarazzante perché, parlando in termini architettonici, il nodo strutturale, la giunzione, il sistema connettivo delle due parti non era proprio felicissimo, diremmo “poco studiato”, e provocava, all’alteza del cavallo, un rigonfiamento - “pacco”- simile a quello che in un neonato denota un pannolone extraassorbente, ma che nel caso di una leggiadra donzella ha l’effetto di una protuberanza inquetante quanto ipnotizzante.
Così ipnotizzante da distrarre l’attenzione da tutto ciò che avveniva nel frattempo sul palco e da rimanere un interrogativo indelebile nella vita di molti dei presenti.
(citazione da Clerks 2: "It’s disgusting and repulsive. But I can’t look away!")
Serata Mente Locale
11 February, 2007, 2:20 pm
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