Indovina chi viene a cena - Marketing per architetti

Supponiamo per un attimo che non manchino a nessuno il talento, la competenza, il tempismo e il blablabla che fa di ogni architetto un professionista di successo. L’unica presenza di cui si percepisce il vuoto incolmabile spesso è quella del committente. O meglio, quello che manca alla normalità di un sano esercizio del mestiere è un possidente con un’idea dello spazio sintonizzabile sulla nostra lunghezza d’onda. Un turnover regolare, magari. Non è proprio un numero in espansione ma i potenziali clienti sono lì, da qualche parte e hanno bisogno di un bravo architetto che li accontenti. Hanno soprattutto bisogno di incontrarlo “per caso”, così come si scopre a caso una buona pizzetta al taglio, un parrucchiere disciplinato o un'utensileria economica. Questa è una storia zen che tutti sanno e nessuno ama ricordare, quella del passaparola e del numero di telefono passato da un amico. Io l’ho riscoperta nascosta in un posto insospettabile, tra le righe di una rivista di architettura. Avete presente la rubrica SOS Abitare? È quella dove ti spiegano come far convivere etica professionale, progetti di una certa levatura e dura realtà. Tu Illustre Sconosciuto Architetto invii il tuo progetto completo in redazione e la rivista ti organizza una revisione con due Architetti Noti&Arcinoti. Ogni singolo tovagliolo schizzato di architettura e concetti viene pubblicato e il progettista ha occasione di focalizzare i punti di forza della sua idea, o il contrario. Prima di mandare in pausa la rubrica, Abitare raccoglie la testimonianza di un architetto che ha tratto beneficio dai consigli della coppia Cini Boeri/Fabio Novembre. Oltre alle foto del progetto realizzato e qualche parola di circostanza, il rampante architetto svela anche come si procura i committenti. Ed è qui che vogliamo sapere tutto, qui dove il silenzio di Novembre si fa più spaventoso e la voce dell’esordiente si leva solitaria, eccola: Image Ma cominciamo dall’inizio e facciamo una bella bullet list per chi è arrivato qui direttamente dal titolo:
  • la prima cosa da fare è interessarsi agli eventi nazional-popolari che danno alla tv. Sto parlando della partita di calcio ma si accettano anche altre proposte: matrimoni celebri, funerali papali, processi in mondovisione, ecc.
  • Occorre promettere cibo e bevande per allietare la visione, dichiarazione valida per ambo i sessi. Abbondante, non si scherza su queste cose.
  • Indispensabile un plasma, comfort termico, un gran appartamento, un bel progetto e un super arredamento al posto del biglietto da visita. Della serie investi in quello in cui credi. Si valutano nidi Ikea purchè veramente interessanti.
  • La seconda cosa è scegliersi gli amici giusti e fare le convocazioni giuste. È perfetto chiamare amico un individuo che si esalta solo in branco ed estende l’invito a casa tua a tutta la sua mailing list. È uno simpatico che dice a tutti di venire perché la partita si vede “in una casa di design con l’aria condizionata”. Uno che fa morir dal ridere.
  • La terza cosa è scodellare il rancio per 35 persone durante i momenti salienti dell’evento tv. Qualcosa di buono e di snob, qualche ricetta classica. Si mangia insieme, si parla, si conosce gente nuova. Tutto molto metropolitano e spontaneo. Cin cin. Ah ah. Ti lascio il mio numero. Sembra una puntata di Sex and the City invece no, se non guardano i goal, guardano i faretti. Questo si che è lavorare.
L’ultima cosa di concreto che riusciamo a intravedere è la montagna di piatti sporchi che insieme alla colonia di briciole terranno compagnia una volta che tutti saranno andati a un’altra festa. Invece il lieto fine delle probabilità è dietro l’angolo. Tra questi 35 ce ne dovrebbero essere 3 con le caratteristiche di possidenza e il senso estetico inespresso. Si ricorderanno di te e del tuo appartamento per eventi. Te ne chiederanno uno uguale. Uno simile, ma diverso. Uno più bello, che somigli a loro. E così altri tre, e ancora all’infinito, supponendo talenti, programmando partite, scolando la pasta. Un vortice imprenditoriale di tutto rispetto nato dalla noia che coglie il genere umano verso sera all’idea di mettersi davanti al televisore. Fateci sapere come è andata, almeno il menù.


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