Ginecomastia #1

A volte capita di scoprire cose nuove che avresti preferito non conoscere perché poi ti rovinano l’esistenza. Rovinare forse è un po’ esagerato, diciamo che ti fanno leggermente uscire di testa. È quello che è successo con ginecomastia. Con questo termine si indica un petto maschile di dimensioni abbondanti. E non mi riferisco a quei pettorali ipertrofici stile swarzennegger, ma a quelli un po’ cascanti e mollicci che spesso si vedono esibiti ignaramente sui toraci maschili.
In realtà esistono due tipi di tette maschili (ormai mi sono fatto una cultura): il primo, lo definirei “ciccioso”, dipende da un accumulo di adipe e fa la sua apparizione sugli uomini cicciotelli.
Il secondo, più raro e notevolmente più imbarazzante, è dovuto a una ipertrofia delle ghiandole mammarie. Già, perché anche gli uomini hanno delle ghiandole mammarie, esattamente come le donne. La cosa mi ha scosso non poco.
A causa della mia scarsa autoconsapevolezza del corpo - quello strano meccanismo per il quale se un uomo si guarda allo specchio si trova sempre irresistibile e figo, mentre se lo fa una donna si trova una befana anche se rassomiglia a miss italia - avevo proprio dimenticato di chiedermi il perché anche gli uomini avessero i capezzoli. E se ci fate caso non è una domanda da poco! Voglio dire: la natura ci ha abituato al massimo dell’efficienza col minimo delle risorse, tipo tre braccia sarebbero troppe e una troppo poca, quindi due è il numero giusto, idem per orecchie, occhi, gambe. Le dita di mani e piedi sono dieci, non so perché proprio dieci (perché effettivamente anche otto mi sembrano più che sufficienti), ma in ogni caso hanno la loro funzione. Ma i capezzoli a che servono? Nella mia esplorazione dell’universo mammellario personale l’unica cosa che ho scoperto è che una leggera stimolazione del capezzolo sinistro mi provoca un pizzicore istantaneo sotto l’arco del piede sinistro - siccome so che non avete resistito e state provando anche voi in questo istante, potreste dirmi se è normale? -. A parte questo e vari giochetti erotici, con i capezzoli gli uomini non ci fanno proprio niente, e allora perché la Natura non li ha fatti cadere così come ha fatto per la coda?
Ci ho riflettuto sopra e sono arrivato all’unica conclusione possibile: se ne è dimenticata, scordata, passata di mente. La Natura, insomma, forse perché distratta da altri impegni e faccende, si è dimenticata di far cadere i capezzoli agli uomini e in questo, però, ci ha dato una lezione. Come a dire che uomini e donne forse non sono poi così diversi e che se a volte alle donne crescono barba e baffi, agli uomini crescono le tette.



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