
Visitare San Giovanni Rotondo provoca spaesamento. Spaesamento di fronte a un paesino che è stato catapultato da una economia e una tradizione contadina a un un presente fatto di alberghi, pensioni, ristoranti e migliaia di turisti. Il parallelo più vicino mi sembra possa essere Las Vegas. Come la città americana, SGR cambia volto dalla mattina alla sera: sotto la luce del giorno appare in tutta la crudezza il suo territorio spoglio e duro, la semplicità delle costruzioni esistenti e la banalità di quelle nuove, l'imponenza della Casa Sollievo e il caos disperso delle case, villette, chalet e pensioni che sono spuntate dappertutto, devastando un territorio e un paesaggio antico quanto fragile. Di notte, invece, la città cambia, e sotto lo sfondo della montagna si notano solo le insegne degli alberghi. A Las Vegas tutto ruota intorno al gioco, qui il cardine è Padre Pio, la cui immagine è riprodotta ovunque, all'infinito.
Lo spaesamento continua, è nell'incapacità di comprendere una città che si è buttata alle spalle il suo passato e ha abbracciato a occhi chiusi (ma si sa, a SGR, la Fede non è un concetto astratto, è la sostanza di ogni cosa) un futuro radioso e promettente quanto incerto, fatto di un'economia alberghiera e turistica di stampo vaticano-riminese.
è spaesamento ciò che si prova di fronte alla nuova chiesa di Renzo Piano. Da lontano scompare nascosta dall'edilizia alberghiera, sembra un prato verde, una collina coltivata a vigna, un terreno spigoloso dal verde intenso e un po' anomalo. Da vicino, ricorda un tendone di circo, un insetto con mille zampe, un gigantesco armadillo. Non ricorda nessun precedente architettonico "sacro" ma si rifà alla tipologia dei grandi complessi: musei, aeroporti, grossi centri conferenze e palazzetti per concerti. Non è una chiesa, è una macchina macina-pellegrini, un sistema rodato per resistere all'assalto di fiumi di fedeli. Come architettura appare fredda e confusionaria, eclettica quanto lussuosa nelle soluzioni tecnologiche e nei materiali. Lo spazio più riuscito è sicuramente il grande sagrato ma sconcerta il fatto che l'entrata principale, col suo bel portale bronzeo, si trovi esattamente dalla parte opposta. Analizzata come spoglia architettura, la chiesa sembra non riuscita, fuori contesto ma è con i fedeli e i pellegrini che cambia volto. Come sabato sera, quando al rosario assistevano migliaia di persone con le loro fiaccole rosse e bianche. Un'immagine incredibile, una sensazione unica perchè si percepiva un fortissimo senso di partecipazione. Certo, a me che non sono propriamente "credente", l'immagine ricordava molto un concerto rock, con la massa del pubblico imbeccata e gestita dal prete-performer, eppure faceva effetto, per usare un lessico-mediaset, "mi ha emozionato".
