il mio commercialista ce l'ha con me

Io non sono tra quelli che fanno discorsi di "tipo" per i mestieri della gente...
ma il mio commercialista è proprio il mio più incallito detrattore.
Dopo avermi fatto perdere non so quante migliaia di euro facendomi aprire la partita iva a metà dicembre di qualche anno fa, non si cura dei miei affari, delle mie fatture, delle possibili iniziative per un giovane professionista-imprenditore...
Ieri siamo davvero arrivati al culmine: dopo avermi fatto penare per alcuni conteggi che mi occorrevano entro fine anno (per loro fineanno=ieri, viste le tre settimane di ferie...) appena chiuso l'ufficio, alle 15:00, subito mi ha mandato la sua più fidata collaboratrice a farmi pagare "il vecchio e il nuovo", come si suol dire...

Esco di casa, dopo aver scaricato l'auto trasformata in una mezza mattinata di shopping nella slitta di babbo natale, tanti erano i regali per mio nipote (e meno male che ne è uno solo...), e come sempre prendo la strada che da casa mi porta in studio.
Già penso alla tesi di dottorato da scrivere.
All'ncrocio vedo un po' di confusione e, subito avverto lo strano presentimento di essere "al centro" dell'attenzione di qualcuno.
Mi avvicino cauto (cosa che non faccio mai, visto che agli incroci un po' affollati se ho la precedenza passo e basta...) e appena arrivo nel punto X..

BBAAAMMMMM!!!

Mi hanno preso in pieno con una precisione da cecchino.
Scendo e chi era?
La collaboratrice del mio commercialista, evidentemente, che era appostata lì aspettando che passassi...

A gennaio cambio commercialista.




UCO#4

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Ovvero quando il fondamento di un buon rapporto di coppia è la reciproca accettazione delle reciproche differenze.



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UCO#3 - the revange

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Nella rassegna di AST sugli UCO, prossimamente pubblicata da Actar, un posto di rilievo è occupato dalla decorazione natalizia firmata da Michelangiolo Pistoletto, che chi riesce a raggiungere il palazzo di giustizia di pescara (ma non per pendenze penal-giudiziarie) può ammirare.

Ma lo spegneranno il 7 gennaio o è permanente?

rem&tadao

(gioite per l'esperimento appena riuscito del primo post a 4 mani di Ast...)




UCO #2

Nuovo avvistamento di UCO (Unidentified Christmas Object) realizzato da Lina Bo (il copyright dell'oggetto in questione è suo).
La foto, come sempre in occasione di avvistamenti, non rende giustizia alla scopa di saggina addobbata. Lina Bo ci ha annunciato aggiornamenti e nuove rivelazioni incredibili dal mondo dell'ucologia. Rimanete sintonizzati!
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Avvistamenti di UCO

In periodo natalizio aumentano gli avvistamenti di UCO (Unidentified Christmas Object)
ovvero tutte quegli oggetti che vengono addobbati, agghindati e avvolti di stelle filanti pur di rassomigliare a degli alberi di natale.
Sarà il caro euro, sarà l'innata creatività che una volta l'anno deve esplodere ma si moltiplicano gli "alberi" di natale che con le piante perenni dal tronco legnoso non hanno niente a che vedere.
Ho già visto una scopa addobbata (Lina Bo, lo sai che parlo di te), una lampada Ikea, ma il top l'ha raggiunto Massimiliano con lo "Scaffale di Natale".
Vedere per credere
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E voi, avete fatto strani avvistamenti in giro?


I dieci comandamenti di uno scrittore/architetto

(ATTENZIONE - ATTENZIONE - POST AD ALTO CONTENUTO DI SERIETA')

Come già avviato in un post precedente, continuo la mia ricerca di leggi e principi che aiutino a navigare in questo mare ondoso/piatto/burrascoso/calmo che è la vita.
Come spesso mi capita, le idee più interessanti e utili le trovo nella letteratura, ma dipende dal fatto che a me piace leggere e immagino che altri, interessati al giardinaggio, alla manutenzione della moto o al bricolage, riescano a trarre idee altrettanto stimolanti.
Questi che riporto sono "I dieci comandamenti di uno scrittore" di Stephen Vizinczey, saggio che trovate in questo libro del 1986-2004.
Stephen (Vizinczey è impronunciabile oltre che in-scrivibile e illeggibile anche mentalmente) scrive un decalogo toccante, diretto e molto pragmatico.
La cosa che mi ha colpito di più è l'universalità dei consigli che propone.
Provate, infatti, a sostituire con un editor di testo la parola "scrittore" con "architetto" e "scrivere" con "progettare" e avrete le più belle raccomandazioni che un architetto possa ricevere.
Questi in sintesi i diecei comandamenti:
  1. Ti asterrai dal fumare, dal bere, dall'assumere droghe.
  2. Ti asterrai dall'avere abitudini dispendiose.
  3. Sognerai e scriverai e sognerai e riscriverai.
  4. Non sarai vanitoso.
  5. Non sarai modesto.
  6. Penserai senza tregua a coloro che sono veramente grandi.
  7. Non lascerai che passi giorno senza rileggere qualcosa di grande.
  8. Ti asterrai dall'adorare Londra, New York, Parigi.
  9. Scriverai per far piacere a te stesso.
  10. Sarà difficile soddisfarti.
Per leggere anche i commenti a ogni comandamento, ed è la cosa più interessante, leggete la versione completa.

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viaggiare

Tempo fa sono stata in una bella città del sud, in cui abbiamo vinto un concorso, per vedere che fare di questo concorso vinto.
Ho passato l'intera mattina in balia di mostruosi discorsi di avvocati che mi hanno fatto entrare ed uscire a ripetizione dalla speranza che questo concorso arrivasse a concretizzarsi in un lavoro.
Mentre poi ho passato l'intero pomeriggio in preda a mostruosi attacchi di coliche intestinali che mi hanno fatto entrare ed uscire a ripetizione dai bagni della stazione.
Ho cancellato questa esperienza dalla mia memoria.

Unico dettaglio che sopravvive e riaffiora in senso di domanda: perchè nei bagni della stazione hanno messo quelle luci blu che si usano in discoteca e che fanno vedere solo il bianco? per dare un maggiore senso di igiene? Ricordo che avevo l'impressione di stare nel cesso di Darth Vader. Da un momento all'altro mi aspettavo che qualcuno buttasse giù la porta con una spada laser.

Alcuni giorni fa torno nella bella città. Questa volta mi organizzo meglio (spendo di più), mi avvio il giorno prima e mi assicuro un rifugio in una camera d'albergo in caso di spasmi. Le cose sembrano girare per il meglio, ci sono buone possibilità che il lavoro possa avviarsi verso il definitivo.
Vado alla riunione. Ci spiegano che se il governo non cade, se la mafia non interviene, se i secondi arrivati non continuano a fare ricorsi e l'avvocatura di stato non continua ad accoglierli senza nemmeno far fare una perizia, se i soldi ci sono ancora, se la committenza non cambia stato giuridico, se la sovrintendenza smette di ridere sotto i baffi, se il gruppo di progettazione riesce a sopravvivere, se i giornali informano l'opinione pubblica invece di aizzarla a seconda del vento politico, se, se, se, se, allora forse il lavoro va avanti.
Ancora una volta ho rimosso l'accaduto.

Unico dettaglio che sopravvive e riaffiora in senso di domanda: perchè quando viaggio verso ovest i compagni di viaggio sono allegri e divertenti, sempre impegnati a fissare appuntamenti al cellulare e a parlare di lavoro e di soldi (l'ultima volta ho fatto il viaggio accanto a una cantante lirica che per tutto il tragitto ha ripassato la parte ad alta voce) mentre quando viaggio verso sud si sentono solo storie tristi ? (la mia vicina di poltrona era malata di un brutto male che la costringeva a prendere farmaci annientanti, il marito aveva perso il lavoro e lei non aveva voglia di stare con i figli e con nessuno, quelli di fronte a me hanno passato tutto il tempo a decidere se dare o meno le chiavi della macchiana a un conoscente affinchè li venisse a riprendere dopo il viaggio, il problema era che temevano avrebbe usato la macchina per scopi personali consumando la benziana...)


Feticisti

massimiliano e peter si contendono una rivista e commentano

massimiliano: "oooh, ma hai visto questa?"
peter: "fantastica. E ma noi qui certe cose ce le sognamo"
m: "forme così non ne ho mai viste"
p: "guarda qui, che dettagli"
m: "mmmmmm, bellissima, ma chissà quanto costa"

Di quale rivista si tratta?
a_playboy
b_quattroruote
c_detail 


Decorazioni natalizie

Prima di cominciare vorrei che fosse chiara una cosa: il natale non mi piace!
Come ogni buon tarantino ho una predilezione per la pasqua e il natale è fondamentalmete una festa tra una pasqua e l'altra.
Così come, andando a fondo nelle perversioni tarantine, la vigilia è più importante del natale, i tubetti con le cozze che si mangiano la sera del 24 (insieme ai fritti che vanno mangiati rigorosamente caldi prima che arrivino in tavola e diventino come delle spugnette per i piatti imbevute d'olio) più attesi della pasta al forno del 25.
Fatta questa necessaria premessa vi spiego perchè, in particolare, del natale detesto  le decorazioni.
All'origine c'è la famiglia (come sempre d'altronde). Nella mia tutto il ramo maschile, mio padre e noi tre fratelli, siamo assolutamente refrattari a qualsiasi tipo e grado di decorazione natalizia: l'unico rosso che accettiamo sulla tavola è quello del pomodoro dei tubetti con le cozze (vedi sopra). Al contrario, il ramo femminile della famiglia, mia madre, impazzisce per ogni tipo di decorazione, stella, fiocco, pigna dorata o spruzzo di finta neve.
Il problema è che secondo mia madre il fatto che io sia architetto mi rende responsabile alle decorazioni natalizie di tutta la casa, tavola di natale compresa. Quello che mia madre non capisce è che io sono un loosiano convinto: per me ogni decorazione è delitto!
Ma mia madre di fronte ad argomentazioni di qualsiasi genere è insensibile, ha una specie di filtro spam incorporato e io, pur di non prestarmi al lavoro di decoratore (=architetto) ritardo volontariamente il mio ritorno a casa.
Tranne poi ad arrivare il giorno del 24 e trovare la casa invasa da migliaia di fiocchetti dorati appiccicati con lo scotch perfino sulla tazza del cesso.

Questo spiega anche perchè a studio si svolgono dialoghi come questi:
Massimiliano: facciamo l'albero di natale?
rem: no!
m: Mettiamo le lucine che si accendono e spengono?
r: no!
facciamo un presepe?
r: no!
m: ma nemmeno stilizzato?
r: no!
E così l'unico spazio per Massimiliano da addobbare è il suo desktop.

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Tadao's London

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I'm coming back!!!
Avrei voluto scrivere direttamente da Londra, ma tadaa può testimoniare che non ho avuto un momento libero per farlo, visti i pochi giorni di soggiorno.



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