
Odio le fiere e in generale tutte le situazioni in cui ci siano più di 5 persone in un ambiente chiuso per cui è già stato un miracolo che massimiliano, lina bo e hans mi abbiano convinto ad andare alla fantasmagorica (secondo lo spot pubblicitario da loro prodotto) Fiera del radioamatore di Silvi.
Così mi ritrovo a passar di colpo dal tepore del mio letto domenicale al sedile della macchina in direzione di Silvi.
Una volta arrivati la prima sorpresa. Il luogo dove si trova la fiera, un non meglio identificato "palauniverso", è quanto di più rabberciato e appiccicato sia possibile produrre in architettura: colonne pseudo-egizie in c.a, rampe aeree, teleferiche e il peggior campionario di tamponature prefabbricate mai visto in circolazione. Un esempio di "junk-space" che non sfigurerebbe di fronte ai tanti casi-studio di mostruosità architettoniche sparse per il mondo.
Bisognerebbe farlo conoscere a Koolhaas, sono sicuro diventerebbe il tema del suo prossimo corso ad Harvard con tanto di pubblicazione finale da 1000 pagine.
Seconda sorpresa: per entrare
bisogna fare il biglietto (bisogna fare il biglietto?!?!? ) e mi sembra di essere di fronte alla biglietteria dello stadio, stessa tipologia di pubblico, ovvero 98 % di uomini in fibrillazione pre-spettacolo.
Lo ammetto, magari mi ero fatto delle idee sbagliate. Immaginavo di entrare in un ambiente asettico e
silenzioso dove ingegneri in camice bianco mostravano le ultime novità della tecnologia tra oscilloscopi e suoni elettronici ad alta frequenza.
Invece, una volta entrato nel grande spazio espositivo (l'equivalente di un hangar ucraino in dismissione) mi ritrovo in una bolgia pazzesca dove gli stand più tecnologici sono gestiti da cingalesi che vendono tutte le cianfrusaglie che è possibile trovare alle bancarelle di fronte alla stazione. è un'orgia di babbi
natale scalatori illuminati, led per alberi di natale, depositi di reperti archeologici digitali, lampadine, custodie per cellulari e cuscinetti in gel per poggiare polsi. Una fiera del futile, della cianfrusaglia tecnologica, del gadget usa e getta. Mi sembra di essere a una fiera paesana dove le bancarelle,
invece di vendere noccioline e dolciumi, vendono chip e cartucce per stampanti.
La gestione è la stessa: familiare. Così capita di chiedere informazioni a una signora che poi fa imbustare il cavetto usb alla figlioletta maggiore mentre il piccolino gioca con i mouse e le vecchie tastiere. Dopo dieci minuti di girone dantesco decido di andarmene all'ingresso e aspettare che gli altri continuino
i loro giri alla ricerca di occasioni e regalini. Così ho tutto il tempo di guardare con attenzione il variegato pubblico e farmi un'idea delle varie tipologie umane del radioamatore:
- il vero radioamatore va in giro con un walkietalkie alla cinta che usa per parlare con gli altri
"veri" radioamatori che si trovano a un metro di distanza da lui. Lo riconosci anche dal fatto che antenne di 2 metri spuntano dalla tasca posteriore dei suoi pantaloni e porta generalmente maglioni infeltriti
ereditati dal bisnonno Guglielmo Marconi.
- il giovane radioamatore cammina in trance tra gli stand alla ricerca di introvabili pezzi di ricambio per fossili tecnologici che ha deciso di riportare in vita. Sostanzialmente si sente solo e sogna di fare milioni di amicizie femminili col suo baracchino. Presto scoprirà internet e grazie a una chat troverà l'amore della sua vita.
- il radioamatore sadico non è minimamente interessato ad antenne e sintonizzatori ma gira instancabile per ore tra le bancarelle polverose solo per portarsi dietro la moglie e vendicarsi
di quando "lei" lo ha costretto ad accompagnarla ai saldi estivi.
Dopo oltre 4 ore ce ne andiamo via con un bottino costituito da:
rem: 1 cavetto firewire (acquistato
più che altro per giustificare il prezzo del biglietto).
massimiliano: 1 hard disc portatile.
lina bo+hans: 1 vasetto di pasta abrasiva per lucidare i pomelli della cucina (cosa centri con l'elettronica non si sa ma
lei è venuta qui praticamente solo per questo), 1 vibro-cuscino massaggiatore (potete farvelo in casa inserendo il vostro cellulare col vibracall in un normale cuscino e poi chiamando continuamente il vostro numero di telefono...); svariato numero di cartucce taroccate per stampante.
Per chiudere, la beffa: siccome massimiliano non ha trovato ciò che cercava (un router wifi, e non chiedetemi cos'è e a cosa serva) siamo dovuti passare a comprarlo da mediaworld!